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Scuola, sì definitivo alla Camera sul ddl

L’Aula della Camera ha approvato il disegno di legge di riforma della scuola. I voti favorevoli sono stati 316, 137 i contrari, un astenuto. Il provvedimento passa ora all’esame del Senato. «Sono emozionata e soddisfatta, molto soddisfatta». Così il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, ha commentato a caldo. «È stato un passaggio parlamentare molto vissuto, con coinvolgimento da parte di tutti, con interventi appassionati, talvolta appassionanti. Anche le opposizioni hanno mostrato una carica emotiva molto forte».

«Scuola pubblica!»: è il coro che si è alzato dai banchi di Sel in Aula. I deputati mentre intonano il coro battono le mani sui banchi a ritmo. I toni si sono riscaldati e a un certo punto, dopo che la presidente Laura Boldrini ha espulso Angelo Tofalo (M5S), il quale di lasciare l’Emiciclo non ne ha voluto sapere, la seduta è stata sospesa Camera.

L’Autorità di garanzia per gli scioperi ha ricevuto, da parte delle sigle sindacali Unicobas, Cobas e Usb, le proclamazioni di due giorni di sciopero, da effettuarsi successivamente alla chiusura delle scuole, ma hanno esplicitamente escluso ogni forma di blocco degli scrutini per i cicli terminali del percorso scolastico.

L’Autorità di garanzia – si legge nel testo integrale della nota diffusa dal Garante – per gli scioperi ha ricevuto, da parte delle sigle sindacali Unicobas, Cobas e Usb, le proclamazioni di due giorni di sciopero, da effettuarsi successivamente alla chiusura delle scuole. I predetti sindacati, conformandosi a quanto già dichiarato dall’Autorità – prosegue il comunicato – con riferimento all’articolo 3, lettera g, dall’Accordo sulla scuola del 1999, hanno esplicitamente escluso ogni forma di blocco degli scrutini per i cicli terminali del percorso scolastico (esami di terza media, maturità, abilitazioni professionali).

LA DIRETTA DEL VOTO ALLA CAMERA:

In ordine alle astensioni dagli scrutini delle classi intermedie, l’Autorità di garanzia si riserva di decidere nei prossimi giorni, poichè sta valutando complessivamente le proclamazioni di sciopero, che stanno via via pervenendo, allo scopo di evitare che l’attuazione delle astensioni, possa produrre, in concreto, una violazione della normativa.

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi, in un’intervista a Rtl, aveva detto che il blocco degli scrutini sarebbe «un errore clamoroso perchè va contro i ragazzi e le famiglie», sottolinenado: «Il punto è: possiamo dire che l’Italia è di tutti e non solo dei sindacati? Si, possiamo dirlo».

Sul tema della scuola «non ho fatto come sulla legge elettorale, “prendere o lasciare”», ha continuato il premier, «ma ho detto parliamone insieme e comunque ci saranno più soldi per scuola, meno precari e più qualità, quindi i risultati li portiamo a casa. Sulla scuola ciascuno ha la sua idea, come sulla nazionale di calcio, l’importante è il principio che agli insegnati bravi diamo più soldi, a quelli che ti fanno amare persino la matematica bisognerà dare più attenzione e prestigio».

La protesta degli insegnanti. Intanto stamane Piazza Montecitorio è gremita di insegnanti, mentre l’aula si accinge a riprendere i lavori sul ddl Buona Scuola. Sventolano le bandiere dei sindacati ma sono tanti i docenti arrivati spontaneamente davanti alla Camera per esprimere il loro dissenso su un provvedimento che non condividono.

“Ritiro, ritiro”, “Renzi rinnova il contratto”: così gridano gli insegnanti. A parlare con loro è arrivato Luigi Gallo del M5S. «Il sistema che hanno messo in piedi – ha detto ai manifestanti da un improvvisato palco – sta avendo i primi scricchiolii: abbiamo evitato che nella scuola entrassero gli sponsor, è stato stralciato il 5 per mille e non abbiamo intenzione di mollare, perchè questo ddl fa schifo».

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