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Il marocchino in carcere: ‘Sono innocente, è un errore’

“Sono innocente, non c’entro nulla, non mi spiego come questo errore sia potuto accadere”. E’ quanto avrebbe detto in sostanza il marocchino Abdel Majid Touil, arrestato a Milano per la strage di Tunisi, davanti al giudice del procedimento per l’estradizione. Lo ha riferito il suo legale, l’avvocato Silvia Fiorentino. “Da febbraio, quando sono arrivato, sono sempre rimasto in Italia”, ha spiegato Touil. Ha detto di essere arrivato in Italia dalla Libia per ricongiungersi con la sua famiglia. Il giovane è “provato e spaventato”, ha spiegato il suo legale. Compatibilmente con la sua condizione di “carcerato innocente”, ha aggiunto, “sta bene”. “Perché sono qui? Non capisco, non ho fatto nulla”. E’ quello che va ripetendo in carcere il marocchino.Parlerebbe ancora di successo investigativo per l’arresto di Abdelmajid Touil? “Abbiamo eseguito un mandato di arresto internazionale sulla base di indagini svolte in un altro Paese. E’ lì che va rivolta la domanda. Un mandato di arresto internazionale non è competenza italiana”. Lo dice il ministro dell’Interno Alfano.
Anche l’insegnante di italiano di Abdelmajid Touil, il marocchino arrestato due giorni fa per l’attentato al Museo del Bardo di Tunisi del 18 marzo scorso, conferma che il ragazzo “il 16 e il 19 marzo era in classe”. A dirlo è Flavia Caimi, una docente dell’istituto R. Franceschi di Trezzano sul Naviglio (Milano).

“Questo è il quaderno su cui mio fratello studiava italiano. C’è la pagina del 19 marzo. Come avrebbe fatto a rientrare dalla Tunisia?”. A parlare all’ANSA è Abderazzak Touil, il fratello di Abdelmajid Touil. Abderazzak mostra il quaderno, che non fa parte del materiale sequestrato finora. Partono dai primi di marzo e arrivano fino ai primi di aprile le date delle lezioni appuntate. “E’ quello di Abdelmajid”, afferma il fratello Abderrazzak. Ha la copertina rossa, con una quarantina di pagine scritte con una calligrafia incerta, e molte fotocopie. Sono lezioni di italiano del corso che il 22enne frequentava in una scuola della zona.
La Procura di Milano in base ai registri della scuola frequentata da Touil e alle testimonianze dei docenti nel frattempo aveva accertato proprio che sarebbe stato in Italia sia nel giorno della strage che in quelli precedenti e successivi. Pisapia, affrettata presunzione di colpevolezza – “Sono stati affrettati e poco opportuni gli interventi di alcuni gruppi politici che sono partiti dalla presunzione di colpevolezza”. Lo ha detto il sindaco di Milano Giuliano Pisapia parlando dell’arresto del marocchino Abdel Majid Touil per l’attentato al museo del Bardo di Tunisi, a margine dell’iniziativa Anci ‘Cento comuni contro le mafie’. “Sono abituato ad aspettare le indagini della Magistratura – ha proseguito -, ho grande fiducia nella magistratura milanese”.
Era il 17 febbraio scorso quando 642 migranti, soccorsi dalla Marina Militare, sbarcarono a Porto Empedocle (Agrigento). Tra loro Abdelmajid Touil – sospettato di aver partecipato all’organizzazione dell’attentato al museo del Bardo di Tunisi – ripreso sul molo da un fotografo dell’ANSA poco prima del disbrigo delle pratiche di identificazione. Nella foto, il giovane, che è tra altri migranti, indossa una felpa scura con il cappuccio alzato, sotto un giubbotto chiaro con doppia chiusura-lampo, uno chiusa, l’altro aperta. Non ha la barba ed ha capelli più corti rispetto a come appare nella foto-segnaletica diffusa oggi dalla polizia. Sia nella foto di Porto Empedocle, sia in quella segnaletica si riconoscono sulla guancia destra del marocchino due lievissime cicatrici. L’identificazione del giovane è stata comunque confermata dal fratello Abderazak, al quale è stata mostra la fotografia.

Il cittadino marocchino di 22 anni è stato arrestato nel Milanese perché ritenuto uno degli esecutori della strage al Museo del Bardo a Tunisi. E’ stato catturato dalla Digos e dai carabinieri del Ros a Gaggiano (Milano). Era ricercato a livello internazionale dalle autorità Tunisine che lo ritengono coinvolto nell’attentato costato la vita a 24 persone, tra cui quattro italiane. Touil Abdelmajid è ritenuto responsabile della pianificazione e dell’esecuzione materiale dell’attentato al Bardo. In casa sua, in via Pitagora, a Gaggiano (Milano) gli investigatori della Digos hanno trovato e sequestrato del materiale che sarà analizzato dall’intelligence.

Il giovane era già stato identificato nel febbraio 2015 a Porto Empedocle dopo essere arrivato con un barcone con altre 90 persone. Dopo fotosegnalamento e impronte – ha spiegato in Aula Alfano – il questore di Agrigento ne ha disposto l’espulsione, ma “in quel momento nulla a suo carico era stato segnalato dalle autorità tunisine; ne consegue che non era considerato un soggetto pericoloso per la sicurezza nazionale”.

L’uomo, che risulta irregolare, è stato trovato a casa dei parenti che invece hanno un permesso di soggiorno. Carabinieri e polizia hanno eseguito un provvedimento dell’Autorità giudiziaria tunisina.

Touil Abdelmajid aveva ricevuto un’ordine di espulsione. Secondo le accuse e la ricostruzione degli investigatori Abdelmajid sarebbe poi tornato nel proprio Paese per compiere l’attentato del 18 marzo. Il 22enne è stato preso in un appartamento di in una palazzina in via Pitagora, a Gaggiano (Milano) che condivideva con madre e due fratelli.

“Grazie alle forze dell’ordine che hanno arrestato in Lombardia uno dei ricercati della strage di Tunisi. Orgoglioso della vostra professionalità”. Così il premier Matteo Renzi ha ringraziato su Twitter le forze dell’ordine.

Venerdì prima udienza estradizione marocchino – Si terrà venerdì prossimo, 22 maggio, la prima udienza per Abdelmajid Touil, il marocchino di 22 anni arrestato per la strage di Tunisi, davanti ai giudici della quinta sezione penale della Corte d’Appello di Milano, che si occupano del procedimento d’estradizione. L’udienza di venerdì sarà il primo passaggio ‘tecnico’ del procedimento e in quella data verrà effettuata l’identificazione della persona per cui la Tunisia ha chiesto l’estradizione. In quella udienza, inoltre, verrà anche chiesto al marocchino se intende dare il consenso alla sua consegna alle autorità tunisine. Se ci sarà opposizione all’estradizione, come è probabile, da parte del marocchino, difeso dal legale Silvia Fiorentini, il procedimento verrà poi aggiornato ad altra data per la discussione nel merito sul mandato di cattura e sulla richiesta di estradizione. In seguito i giudici dovranno decidere sa dare l’ok alla consegna del giovane alla Tunisia.
Il ministro ha rivendicato l’arresto come un “successo investigativo frutto anche della buona cooperazione tra diversi Paesi nella lotta al terrorismo”. Alfano ha ribadito il suo ringraziamento alle forze dell’ordine ed all’intelligence. Alfano ha sottolineato di non aver mai escluso il rischio di terrorismo, anche sui barconi e affermato che l’allerta è elevatissimo”.

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