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Orlandi, il fratello presenta opposizione alla richiesta di archiviazione

Pietro Orlandi, fratello di Emanuela, la cittadina vaticana sparita in circostanze ancora misteriose il 22 giugno del 1983 ha presentato opposizione alla richiesta di archiviazione, formulata dalla Procura capitolina, dell’inchiesta relativa alla scomparsa della sorella e di Mirella Gregori avvenuta il 7 maggio dello stesso anno. La richiesta di archiviazione è stata firmata il 5 maggio scorso dal procuratore capo Giuseppe Pignatone e dai sostituti Ilaria Calò e Simona Maisto. Il procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo, non condividendo alcuni aspetti della richiesta di archiviazione chiese la revoca dell’assegnazione del procedimento. L’opposizione, riferisce Pietro Orlandi, è stata depositata ieri con l’assistenza dell’avvocato Massimo Massimo Krogh. Nell’atto «chiediamo – riferisce Orlandi – che vengano approfondite alcune piste e ascoltati nuovi testimoni tra cui anche in Vaticano. Non ci arrendiamo, vogliamo la verità e riteniamo che siano tanti elementi che non sono stati approfonditi perché tutte le volte che le indagini portavano al Vaticano si sono fermate. Ci sono delle figure che all’epoca gravitavano attorno alla segreteria di Stato che non possono non sapere alcune cose così come monsignor Vergari. Anche gli stessi indagati, esponenti della banda della Magliana e Marco Fassoni Accetti hanno fornito spunti interessanti da approfondire». Intanto prosegue la petizione indirizzata al presidente della Repubblica e del Csm Sergio Mattarella che, aperta due settimane fa, ha raggiunto circa quota 22mila firme. «Il dissenso da parte del Dottor Capaldo, unito alle sue dichiarazioni pubbliche ‘Ci sono personalità vaticane ancora in vita che potrebbero fornire importanti indizi sulla scomparsa di Emanuela Orlandì e i tentativi da parte del Vaticano di ostacolare le indagini, pongono dei seri dubbi sulla genuinità della richiesta d’archiviazione – ha concluso Pietro Orlandi – Restiamo fiduciosi in una decisione del Gip a favore del proseguimento del cammino intrapreso verso l’accertamento della verità sul rapimento di Emanuela e Mirella affinchè il palazzo di giustizia di Roma non torni ad essere quel porto delle nebbie come fu soprannominato il passato». Continua intanto l’organizzazione di una manifestazione per tutte le persone scomparse che dovrebbe tenersi domenica 14 giugno nel cuore di Roma.

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