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Rogo Fiumicino: sequestrato il Molo D, indagato ad di Adr Lo Presti

C’è anche l’ad di Aeroporti di Roma, Lorenzo Lo Presti, tra gli indagati della procura di Civitavecchia nell’ambito dell’inchiesta sul rogo nel Terminal 3 dell’aeroporto di Fiumicino. Violazione della normativa sulla sicurezza dei lavoratori il reato ipotizzato nei confronti del manager. A quanto si apprende il procuratore Gianfranco Amendola e il pm Valentina Zavatto ritengono che l’alto funzionario, nella sua veste di datore di lavoro, abbia fatto lavorare i dipendenti in condizioni di non adeguata sicurezza nei giorni successivi all’incendio che ha devastato in pochissimo tempo mille metri quadrati del terminal quando almeno 150 persone si sono rivolte ai medici per aver lamentato disturbi alla pelle e problemi di natura respiratoria.

Si allunga dunque la lista degli iscritti nel registro degli indagati: sotto inchiesta ci sono già quattro operai della ditta che aveva in appalto la manutenzione e la gestione dell’impianto di condizionamento dello scalo romano, un dirigente della Asl RomD, un alto funzionario di Adr e un dirigente sempre di Aeroporti di Roma.

Intanto è stato nuovamente disposto il sequestro preventivo del molo D del Terminal 3 distrutto dall’incendio per la “persistente inosservanza da parte dei datori di lavoro delle disposizioni previste dalla legge a tutela della salute dei lavoratori, culminata, nonostante apposite prescrizioni e diffide della Asl Rmd, nella riapertura, in data 17 maggio, della zona interdetta del molo D”, precisa il procuratore Amendola. Che sulla presenza di diossina ha precisato che “così come quella di altri inquinanti, è stata riscontrata da alcune rilevazioni dell’Arpa del Lazio, ma è tuttora oggetto di valutazione sanitaria da parte delle autorità competenti e non rientra nelle motivazioni del decreto di sequestro”. Il procuratore di Civitavecchia ha infine annunciato che il suo ufficio “provvederà a revocare il decreto di sequestro del molo D se e quando si accerterà il rispetto delle disposizioni di legge e delle prescrizioni dell’autorità a tutela della salute dei lavoratori”. L’aria al Terminal 3 è ancora irrespirabile con gli assistenti di terra preoccupati mentre la manutenzione prosegue con i lavori di ristrutturazione.

Per questo il Cub e l’Usb hanno indetto “uno sciopero di tutti i lavoratori in servizio al terminal 3 dalle 18 di oggi ad oltranza”. “Abbiamo deciso di indire questa iniziativa – spiega Antonio Amoroso – senza preavviso e senza la fascia di definizione di durata ai sensi dell’art. 2 comma 7 della 146/90 perché riteniamo che non ci siano più le condizioni di tutela della salute dei lavoratori. Oggi abbiamo notizia di oltre dieci persone che si sono sentite male, anche ieri sera: non si può più proseguire in silenzio. Siamo in attesa di un comunicato da parte dell’Istituto Superiore di Sanità, che definisca la situazione. Questi ritardi sono insostenibili e inaccettabili”.

Dopo l’incendio dello scorso 7 maggio il molo D era stato chiuso e successivamente riaperto, dopo 10 giorni. Il via libera alla riapertura era stato dato “non riscontrando alcun rischio per la salute di lavoratori e passeggeri” al termine di una riunione svolta presso la sede della direzione Sistema Aeroporti Lazio dell’Enac che aveva coinvolto tutti i responsabili aeroportuali e un rappresentante dell’Asl RmD. Ma ora i giudici vogliono verificare la presenza di diossina o altre sostanze che potrebbero essere tossiche per passeggeri e lavoratori.

Aeroporti di Roma comunica “di aver eseguito le disposizioni previste dal provvedimento emesso ieri in tarda serata dalla Procura della Repubblica di Civitavecchia in merito al sequestro del molo D del Terminal 3 e più specificamente quelle riguardanti la sicurezza sul lavoro; la società precisa inoltre che l’unico elemento inquinante, peraltro non derivante da combustione, citato nel dispositivo e’ il Toluene, un comune solvente che è stato usato dalla società Belfor*, leader mondiale nel disaster recovery, durante le operazioni di bonifica (tinteggiatura e tamponatura)”. La presenza di questo elemento “è stata sempre monitorata, all’interno della famiglia delle sostanze organiche volatili, dalla Hsi consulting, a partire dal giorno 8 maggio e continua tuttora- spiega Adr- I valori riscontrati sono risultati sistematicamente e nettamente al di sotto della normativa nazionale ed internazionale per i luoghi di lavoro, eccezion fatta per il giorno 16 maggio quando si sono alzati, pur restando inferiori ai livelli di guardia, proprio in coincidenza con le operazioni di ripristino messe in atto dalla Belfor”. Per quanto riguarda il tema diossina, Aeroporti di Roma, “prende atto anche di quanto affermato dalla stessa procura e cioè che tale fattore non è oggetto del provvedimento; Adr esprime comunque, di nuovo, la propria fiducia nell’operato della magistratura e attende che finalmente le autorità sanitarie competenti si esprimano”.

Con l’avvenuto sequestro di ieri sera del molo “D” su disposizione della Procura di Civitavecchia, all’aeroporto di Fiumicino le operazioni preliminari all’imbarco si svolgono da oggi come avveniva dal giorno dopo l’incendio. Chiusi nuovamente, dalla scorsa notte, anche i varchi dei controlli di sicurezza del Terminal 3 per accedere alle aree Schengen ed extra Schengen, i passeggeri per tali controlli sono dirottati nuovamente al terminal 1 e 2 o 5 per i voli Intercontinentali. Per le pratiche di accettazione sui voli, i passeggeri ritirano le carte di imbarco nel Terminal 3, per dirigersi poi negli altri Terminal operativi (1,2 e 5) dai quali potersi imbarcare sugli aerei. Secondo quanto si è appreso da fonti della polizia di frontiera, che questa mattina ha disposto i sigilli del molo “D”, non saranno coinvolte dal sequestro la sala operativa della polizia di frontiera e la Control Room, il settore da cui viene monitorato l’imbarco e il controllo di tutti i bagagli da stiva, nonostante le due sale siano ubicate al piano superiore dello stesso molo.

Anche se non si registrano particolari disagi è stata ulteriormente rafforzata la presenza di addetti di Aeroporti di Roma, tra questi anche quadri e dirigenti dell’azienda,

con il personale che indossa una pettorina gialla di riconoscimento, che garantisce assistenza e informazioni ai passeggeri, anche per agevolare lo spostamento tra i vari terminal, per le operazioni di check-in, l’accesso ai varchi di sicurezza, l’imbarco e ove necessario, eventualmente, per l’avvio ai bus che conducono al terminal 5. I passeggeri in partenza, quindi, possono effettuare nel terminal 3 le operazioni di check in e i controlli di sicurezza attraverso un solo varco.

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