| categoria: sanità Lazio

Goretti, in estate si rischia il collasso: serve più personale

La politica di Latina è al palo, ferma a tentare di risolvere una crisi di maggioranza che pare infinita, mentre in città imperversano i problemi. È Cesare Bruni a voler riportare l’attenzione sulla tematica che definisce come una delle criticità maggiori, che è rappresentata dalla situazione del Santa Maria Goretti. L’ospedale, dice il consigliere indipendente, rischia il collasso. “E’ di questi giorni, per esempio, la notizia di pazienti intubati ricoverati nelle sale operatorie, con la conseguenza, peraltro, della riduzione della capacità e possibilità di operare – dice il Consigliere – La rianimazione è ridotta a solo 8 posti letto, pur avendo costantemente tra gli 11 ed i 14 pazienti, cui si fa fronte con l’abnegazione sempre delle stesse forze dimensionate per 8 pazienti”. Bruni sottolinea come il personale è sottodimensionato in quanto non sono stati sostituiti coloro che sono andati i pensione. Se, come accade tutti gli anni, l’estate il lavoro dovesse aumentare, allora, dice Bruni, “E’ abbastanza facile prevedere che si va verso una drammatica emergenza del sistema di assistenza ospedaliera”.

Per l’estate inoltre, per far fronte alla carenza di personale, la Asl starebbe pensando di chiudere i punti di primo intervento a Cori, Sezze e Priverno, o di tenerli operativi solo per 12 ore. “Così facendo, però, si scaricherebbe tutto sul Pronto Soccorso di Latina – nota Bruni – e di conseguenza sull’Ospedale, facendolo giungere al collasso. Già oggi le condizioni, nonostante il lodevole impegno degli infermieri, dei portantini e dei medici, sono molto critiche, con l’estate, se non ci sarà un intervento importante per il personale, saranno drammatiche”. E non è tutto perché a giugno il Santa Maria Goretti diventerà un Dea di II livello e allargherà il bacino d’utenza. Ma senza personale in numero adeguato si rischia l’emergenza. “E’ pertanto urgente ed indefettibile – conclude Bruni – se si vuole almeno garantire i servizi primari ed evitare straordinarie criticità estive, che la ASL reintegri, perlomeno, il personale medico e di comparto, infermieri e portantini, in numero tale da superare le attuali criticità e prevenire le probabili, o certe, criticità future”.

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