| categoria: Roma e Lazio

I parenti dei due rom in fuga: «Chiediamo perdono alle vittime»

È caccia all’uomo in tutta la città per trovare i responsabili del tragico incidente avvenuto ieri sera a Primavalle. Gli uomini della squadra mobile della polizia stanno passando al setaccio i campi rom, in primis quelli di Monachina e Cesare Lombroso, i più vicini al luogo del sinistro. Due le persone ricercate, viste allontanarsi a piedi al termine dell’inseguimento. Intanto è stata arrestata con l’accusa di concorso in omicidio la nomade 17enne fermata già ieri sera poco dopo l’incidente.

Ed è proprio dal campo sull’Aurelia, in via della Monachina, che i parenti chiedono scusa: «Vogliamo chiedere scusa alla famiglia della vittima dell’incidente e a tutti i feriti. Se potessimo incontrare quelle persone, chiederemmo loro perdono». «Non so bene cosa sia accaduto, so solo che ieri da questo campo abbiamo visto uscire con quella maledetta auto mio marito che era alla guida, mio figlio e mia nuora – racconta la mamma di uno dei ragazzi coinvolti nell’incidente – e poi è successo l’inferno. Ora mio figlio non so dove sia finito, mio marito è stato portato via dalla polizia e mia nuora è stata fermata già ieri sera. Una vera tragedia». E intanto gli altri abitanti del campo, ripetono: «Ora abbiamo paura che qualcuno venga a farci del male – racconta una giovane mamma – Se qualcuno ha sbagliato è giusto che paghi, ma non siamo tutti colpevoli».
Esasperati, inviperiti. Intanto i residenti del quartiere Boccea, all’indomani dell’incidente stradale avvenuto nelle loro strade, non perdonano quella che non esitano a definire una vera e propria «strage». Ma si sentono anche «abbandonati»: «Sangue, corpi per terra, auto a tutta velocità. Ieri sembrava stare in un film horror». «Sembrava una scena di un film – racconta un barista – Ho visto una persona investita sbalzare sul cofano della macchina poi caduta poche centinaia di metri più avanti. Vicino alla fermata del bus invece c’era il corpo di una donna». «Si poteva evitare quella strage – dice un signore uscendo dalla metro A Battistini – Qui ci sono sempre macchine in doppia fila e le persone aspettano l’autobus in strada». Intanto alla fermata è stato lasciato un cartello per il sindaco Marino: «I tuoi cari amici zingari portali a casa tua» c’è scritto sopra.

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