| categoria: politica

Il giorno più duro per De Luca, un sms a pranzo e scoppia il finimondo

La notizia che manda di traverso il pranzo a Vincenzo De Luca, candidato del Pd in Campania, arriva intorno alle 14:20. De Luca è all’hotel Vesuvio, noto albergo del lungomare partenopeo. Con lui a tavola c’e’ il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, l’ultimo di una serie di esponenti del Pd e del governo giunti a Napoli per lanciare la volata finale all’ex sindaco di Salerno. Insieme avevano trascorso la mattinata parlando di emergenza lavoro e di quell’idea di applicare in Campania il piano che fece le fortune della ex Germania dell’Est. La mazzata che si abbatte sull’ultima giornata di campagna elettorale del candidato Dem è annunciata da un cicalino sul telefono e arriva con un messaggio su Whats App che a De Luca viene girato da un suo collaboratore. Il pesce, un’ombrina al forno, rimane nel piatto. De Luca non nasconde la sua irritazione; il primo a raccoglierne lo sfogo è proprio Poletti. «Certe cose non si fanno nell’ultima giornata di campagna elettorale», gli dice il candidato governatore. Per poi mettere a fuoco quello che a suo dire è il vero obiettivo: «È un’aggressione a Renzi, è chiaro, ma io vado avanti». La linea con Roma diventa rovente. Dal telefono di De Luca partono diverse telefonate. Ma non verso Renzi – dirà lui più tardi – pur facendo intendere che il dialogo col segretario del partito è fitto e quotidiano. De Luca raduna i suoi, il tempo di preparare la controffensiva. Il suo ufficio stampa mette a punto una lunga nota in cui De Luca annuncia querela alla Bindi per diffamazione e la sfida a un dibattito pubblico «per sbugiardarla». Poi la definisce come «l’unica impresentabile» ricordando che «tra i suoi sponsor politici c’è uno dei peggiori esponenti della clientela politica in Campania, massimo produttore del debito sanitario». Non lo cita De Luca ma dal suo staff trapela che l’obiettivo è l’ex potente assessore regionale alla Sanità regionale Angelo Montemarano, ex Margherita, attuale direttore generale dell’Arsan, l’Agenzia Regionale Sanitaria. L’agenda di De Luca non subisce grandi modifiche. Salta solo un appuntamento previsto in Costiera Amalfitana. Alle 16:30 il candidato governatore è nella sede di un’emittente regionale per registrare un messaggio agli elettori di due minuti. È li’ che incontra i giornalisti. Vorrebbe rifarsi al comunicato nel frattempo diffuso ma poi non resiste alle sollecitazioni e si lascia andare: «Vorrei dire tante cose, ma e’ meglio che mi freno. Anche perchè senno’ che gli dico stasera alla gente che verrà per la chiusura all’Arenile di Bagnoli?». Qualcuno gli ricorda che la lista lo annovera come il capo degli impresentabili. Gli scappa un ghigno, cui fa posto l’ironia: «Sono effervescenze, flebilità, pinzellacchere direbbe Toto’, ma fatte nell’ultimo giorno di campagna elettorale sono anche cose che si possono definire in altro modo. Lasciamo perdere…». E trova anche il tempo di sorridere quando rileva che gli impresentabili sono in maggioranza nella lista di Caldoro. «Allora sono in minoranza?», chiede ai giornalisti. I fotografi lo provocano su Crozza. Lui se la ride: «Mi ha creato una crisi di identità». Poi scappa per rispettare l’agenda che prevede un appuntamento con i socialisti alla Stazione Marittima, dall’altra parte della città. Poi il gran finale in serata all’Arenile di Bagnoli dove, per il comizio di chiusura, riceve l’abbraccio della sua gente (mille persone circa) che lo incoraggiano al grido di ‘Forza Vincenzo’. Lui evita di parlare dell’argomento ‘impresentabili’ ma l’ultimo appello («spiegate a chi ha rabbia in corpo che l’unico voto utile è per De Luca») sembra esprimere meglio di tante parole l’umore di chi al termine della giornata ha ancora tanta rabbia in corpo.

Ti potrebbero interessare anche:

Pd, la direzione sceglie i reggenti, Violante e Veltroni in pole
Pd,Renzi parte all'attacco, via tranche dei rimborsi
M5S diserta l'Aula per protesta, poi è guerriglia parlamentare
MOSE/ Orsoni, l'opposizione chiede le immediate dimissioni
IL PUNTO/ Renzi, no ai disfattisti, scontro con Prodi sull'Expo
Il Pd prova a chiudere il blog di Beppe Grillo



wordpress stat