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REGIONALI/ La lunga notte di De Luca, poi la festa

Matteo Renzi ha avuto la certezza che avesse vinto prima di lui che ancora dormiva quando il premier lo ha chiamato per gli auguri: la giornata di Vincenzo De Luca, neo governatore della Campania, è cominciata con una telefonata cui non ha risposto, quella del premier che lo ha chiamato prima di partire per l’Afghanistan. La giornata di De Luca, in verità, comincia la sera di domenica. Da Salerno il candidato Dem segue le prime proiezioni e i risultati dello spoglio. È subito chiaro il successo nella sua provincia dove raccoglierà oltre il 52% dei voti, ma non basta. La forbice con il suo avversario del centrodestra, il governatore uscente Stefano Caldoro, è racchiusa in un 3%: troppo poco per andare nel quartier generale allestito a Napoli dove lo attendono i giornalisti, i figli e lo stato maggiore del Pd campano. La situazione è ancora troppo incerta per forzare la mano agli eventi e Caldoro è dato in recupero. È lo stesso De Luca, intorno alle 3 di notte, a telefonare ai suoi figli e a dire loro di dare l’annuncio che tutto è rimandato al giorno dopo. Ricevuto il via libera, la compagnia si scioglie e capita pure che i figli di De Luca trovino alloggio nello stesso albergo del centro in cui Stefano Caldoro ha insediato il suo quartier generale. I componenti dei due staff si incrociano e ne nasce un siparietto, fra sorrisi e stress condivisi. Poche ore di sonno e alle 8 De Luca è in piedi. Sente il suo braccio destro, il deputato salernitano Fulvio Bonavitacola, che gli riferisce degli auguri di Renzi. Ma non c’e’ tempo per i convenevoli: De Luca è interessato ad analizzare il voto e chiede a Bonavitacola una scheda con una lettura disaggregata del risultato per aree geografiche omogenee distinguendo il voto di coalizione dal voto al presidente differenziando il dato per fasce di genere e di età. Alle 12 c’e’ la conferenza stampa a Napoli: per il neo presidente della Campania è il primo bagno di folla mediatica che lui cerca di evitare passando da un ingresso secondario. La conferenza è in realtà un monologo in cui De Luca ringrazia Renzi e annuncia che la sua Giunta sarà un mix di competenze e società civile. Poi sale in macchina e fa ritorno a Salerno dove alle 19 è in programma la festa. Quando arriva in piazza Amendola c’e’ un migliaio di persone ad attenderlo. Tante famiglie con bambini che lo acclamano e tantissime bandiere del Pd. In tanti indossano la maglietta «Mai più ultimi», uno degli slogan della campagna elettorale. In sottofondo risuona «Ogni tanto» di Gianna Nannini, colonna sonora dell’esperienza amministrativa di De Luca che ne ha fatto un refrain delle sue ultime battaglie politiche. Il suo, più che un ringraziamento, ha il sapore del commiato dalla sua città. «Me ne vado un pò più lontano ma rimanete la città che siete con i primati che abbiamo conquistato», dice prima di essere interrotto dagli applausi e poi lanciare da Salerno un applauso verso Napoli, la città le cui simpatie adesso proverà a conquistare. «Grazie e statemi vicini», è il congedo prima di voltare pagina: da domani per lui inizia un nuovo capitolo della sua storia politica.

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