| categoria: sanità Lazio

VITERBO/ Deficit milionario a Villa Rosa: in mobilità 75 lavoratori su 171

Una struttura nata ai primi del Novecento per curare il disagio psichico per signore. Poi si è aperta anche all’utenza maschile. Fondamentale per la cura dell’umore e il disagio psicologico fino ai malati di alcolismo. Un servizio che non può finire in questo modo, attraverso i licenziamenti senza che il ministero della Salute e la proprietà possano tentare in extremis un salvataggio a vantaggio non solo per l’occupazione ma soprattutto per la cittadinanza bisognosa di quelle cure

Viterbo - Villa Rosa vista dall'esterno. La struttura sanitaria è troppo utile alla cittadinanza per chiuderla

A Villa Rosa vanno in mobilità 75 dipendenti su 171. La decisione della proprietà era nell’aria già da qualche giorno, dopo che l’assemblea dei lavoratori aveva bocciato la proposta di accordo che avrebbe salvato tutti riducendo il compenso per un anno. Il motivo? Un deficit che tra il 2009 e il 2012 ha raggiunto i 10,5 milioni di euro. «In questo periodo – specificano dalla struttura – le perdite sono state, di volta in volta, gestite e ripianate mediante ricorso a un maggior indebitamento sia verso gli istituti di credito sia verso la Congregazione (la Provincia italiana delle suore ospedaliere, ndr)».
Già nel 2013 la proprietà aveva proposto la mobilità per 73 lavoratori allo scopo di ridurre i costi. La procedura rientrò grazie a un accordo coi sindacati che prevedeva il ricorso a contratti di solidarietà. Poi questa opzione è saltata. Nel febbraio del 2014, poi, un blitz della Guardia di Finanza aveva portato al sequestro di numerosi faldoni dopo l’esposto presentato da Uil Fpl, Fials, Ugl Sanità e Usb, che segnalavano come lì fosse in atto una truffa ai danni dello Stato e dei lavoratori.
«Dal 2012 ad oggi – continuano dalla struttura – la situazione si è aggravata tanto da non consentire altra soluzione se non adottare forme più incisive di ristrutturazione e risanamento». Nel 2013 le perdite ammonterebbero a 463mila euro, mentre nel 2014 arriverebbero a un milione. Di qui la scelta della mobilità, dell’esternalizzazione dei servizi ausiliari e della riorganizzazione di tutti gli altri. «È incomprensibile – commenta Mario Malerba, Cisl – come, a fronte di un costo del personale non medico che incide per circa il 50 %, si attivino ulteriori iniziative per ridurre questi costi penalizzando chi già ha stipendi al limite della sopravvivenza. E’ anche anomalo che la Regione non verifichi quanto grava il personale sul bilancio di soggetti accreditati, né controlli i contratti di lavoro applicati in una logica di sana competizione tra le strutture. Faremo il possibile per salvare i posti a Villa Rosa così come in altre strutture».

L’importanza di Villa Rosa per la psichiatria fin dai primi del Novecento. Ecco una sintesi storica fino ad oggi.
Il Centro è stato inaugurato nel 1907, per la cura e l’assistenza del disagio psichico. Inizialmente con la denominazione “Casa del Vento”, per poi passare alla Villa Rosa prima e alla “Villa Rosa Casa di Cura per Signore” degli anni ’50.

Nel tempo la struttura si è aperta, anche ad una utenza maschile, sempre mantenendo inalterata la sua vocazione psichiatrica.

Negli anni ’80, a seguito delle importanti riforme varate sia per la sanità nel suo complesso, che per la psichiatria in particolare, Villa Rosa ha iniziato un percorso di riconversione completato solo di recente.

Alla vocazione psichiatrica iniziale si è aggiunta dapprima l’assistenza verso gli anziani, con riferimento alle patologie legate all’ invecchiamento, per arrivare all’assistenza dei malati teminali e alla recente Unità Sperimentale per l’Alcol dipendenza.

Oggi, la Casa di Cura, dispone di complessivi 200 posti letto tra residenziali e domiciliari, e eroga le seguenti prestazioni ed attività:Psichiatria dotata di
– Struttura per Trattamenti Psichiatrici Intensivi Territoriali (30 posti letto);

– Struttura Residenziale terapeutico-riabilitativa intensiva (10 posti letto);

– Struttura Residenziale terapeutico-riabilitativa estensiva (10 posti letto);

– Struttura residenziale socio-riabilitativa 24h (10 posti letto);

Centro Clinico per i Disturbi dell’Umore e delle Sindromi Resistenti (10 p.l.)
Residenza Sanitaria Assistenziale; (80 posti letto)
Centro Residenziale di Cure Palliative-Hospice; (10 posti letto residenziali + 40 assistenze domiciliari)
Unità Sperimentale per l’Alcol dipendenza; (2 posti letto + 4 poltrone aggiuntive)
E’ inoltre presente un Poliambulatorio dove è possibile fruire di medicina specialistica ambulatoriale erogata sia in convenzione con il SSR che al di fuori del servizio sanitario stesso.

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