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BOCCEA/ Sarà scarcerato il rom diciannovenne, non era alla guida

Sarà scarcerato Samuele, il ragazzo di 19 anni che si trovava a bordo dell’auto che più di una settimana fa ha travolto nove persone a Boccea, uccidendone una. Mancherebbero infatti, a quanto si apprende, gli estremi per la sua custodia cautelare in carcere. Decisiva la circostanza per cui il giovane si trovava sul sedile del passeggero e non alla guida dell’auto.

Il ragazzo era stato preso dopo giorni di ricerche assieme al fratello in un campo agricolo vicino all’insediamento nomadi in cui abitava con la famiglia soprattutto grazie all’intervento della madre dei giovani. Subito dopo l’incidente era stata invece arrestata un’altra 17enne, moglie di uno dei due, sempre per concorso in omicidio volontario. Anche per lei potrebbe a breve cadere la misura cautelare in carcere. Indagato anche il padre dei ragazzi.

Secondo gli investigatori alla guida dell’auto ci sarebbe stato il minore dei due fratelli, che ha 17 anni. L’avvocato del 19enne, Carola Gugliotta, ha spiegato che il gip “ha ritenuto che non sussistano a carico del solo Samuel gli elementi di colpevolezza”.

Ieri momenti di tensione davanti alla stazione della metro Battistini per un sit-in di comitati di quartiere guidato da CasaPound, l’organizzazione di estrema destra di via Napoleone III. Un’iniziativa a cui movimenti antirazzisti e centri sociali hanno risposto indicendo una contro-manifestazione non autorizzata che è stata però caricata. Il presidio (un centinaio di persone dietro lo striscione “Solidarietà per Corazon e tutti gli immigrati”) era fermo sul marciapiede, senza intralciare la strada, ma dopo un’ora di interventi e cori sono intervenute le forze dell’ordine in tenuta antisommossa. Qualche istante e sono volati spintoni mentre i manganelli si sono alzati contro il presidio.
I ragazzi sono stati respinti su via Mattia Battistini a 300 metri dalla fermata del bus davanti a cui era stato convocato il sit-in, ben lontani dalla manifestazione di CasaPound che ha sfilato dietro i tricolori (“Alcuni italiani non si arrendono” lo striscione) e le tartarughe simbolo del movimento di Iannone. La strada è stata chiusa dai blindati delle forze dell’ordine per tutto il pomeriggio. In serata a Questura ha fatto sapere che “durante l’attività di mediazione, volta a far allontanare i presenti affinché non venissero in contatto con i manifestanti di Casapound è stato rinvenuto, sotto la bancarella di un ambulante, un borsone dentro il quale, sono state trovate e sequestrate alcune mazze di legno

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