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Camorra, terza faida di Scampia, 44 arresti e sequestri

Il clan Leonardi, legato ai Vanella Grassi, fu tra i protagonisti della faida di Scampia, la terza guerra di camorra nell’area Nord di Napoli per il controllo del traffico di droga. Una cosca decimata all’alba quando è scattato il blitz di polizia e carabinieri che hanno eseguito 44 ordinanze di custodia emesse a conclusione di una inchiesta coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia. Associazione camorristica, associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga, detenzione di armi: sono i principali reati contestati sulla base delle indagini che si sono avvalse di intercettazioni telefoniche e delle dichiarazioni di un boss e dei suoi figli, diventati tutti collaboratori di giustizia. Si tratta di Antonio Leonardi e dei figli Alfredo, Felice e Giovanni, che avevano dato vita a un gruppo collegato con i Vanella Grassi, attivi nell’area di Scampia e di Secondigliano e in diversi comuni dell’hinterland settentrionale, come Melito e Mugnano. Una cosca entrata in conflitto con i clan Abete, Abbinante, Esposito e Notturno per la gestione delle piazze di spaccio di droga. Al conflitto tra i clan, che risale a tre anni fa, sono attribuiti numerosi fatti di sangue. Come l’omicidio avvenuto il 4 luglio 2012, di Giovanni Esposito, capo degli Abbinante, che secondo gli investigatori segnò l’inizio della nuova faida di camorra, la terza dopo quella che aveva visto contrapposti i Di Lauro e gli Scissionisti. Le indagini hanno consentito la ricostruzione di una serie di raid nelle piazze di spaccio al Lotto P e alla Vela Celeste. Il gruppo non era coinvolto soltanto nel narcotraffico: nel corso dell’inchiesta è stato accertato che uomini della cosca gestivano slot machine in diversi locali, sia a Roma sia in numerose città della Campania. Ingente il quantitativo delle armi sequestrate: nell’arsenale figurano anche kalashnikov e una mitraglietta Skorpion. Mentre polizia e carabinieri erano impegnati nella cattura degli affiliati, i militari del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza ha eseguito il sequestro di una serie di beni, per un valore di quattro milioni di euro, ritenuti provento del traffico di droga: alcuni immobili a Scampia e a Secondigliano e autovetture di proprietà di presunti affiliati al clan

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