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Mafia Capitale, il riciclatore di soldi Stefano Bravo socio della fondazione della Melandri

Lo spallone è anche il commercialista dell’attuale presidente del Museo Maxxi di Roma, dirigente del Pd ed ex ministro dei beni Culturali e dello Sport

Roma - Giovanna Melandri (Pd), presidente museo Maxxi

Un nome di spicco, secondo i magistrati romani, è quello di Stefano Bravo, vivace commercialista al servizio dei potenti di Mafia Capitale. Bravo è infatti un mago nel far sparire e riciclare i soldi all’estero dell’organizzazione criminale e mafiosa di Massimo Carminati e Salvatore Buzzi destinati in mazzette a politi, dirigenti pubblici comunali e regionali e agli imprenditori corrotti della Capitale. Per la procura di Roma Bravo è accusato di riciclaggio. Secondo gli investigatori, il commercialista rivestiva un ruolo chiave all’interno dell’organizzazione. Il Ros dei carabinieri fotografa i suoi costanti rapporti con Luca Odevaine, ex vice capo di gabinetto del sindaco Walter Veltroni e capo della polizia provinciale di Roma, membro della commissione del Viminale che si occupa di immigrazione, finito in carcere nella prima parte dell’inchiesta chiamata Mondo di Mezzo lo scorso 3 dicembre. Bravo avrebbe gestito i suoi conti e compiuto viaggi in Svizzera per conto del capo dell’organizzazione Massimo Carminati.
Ma Stefano Bravo è anche uno dei fondatori della Human Foundation, una organizzazione costituita il 24 luglio 2013 dall’ex ministro dei Beni Culturali, Giovanna Melandri, dirigente del Pd e attuale presidente del Museo Maxxi di Roma. L’ex ministro democratico si difende dalle accuse di contiguità con il Mondo di Mezzo in un’intervista apparsa su Il Corriere della Sera alla quale dichiara che Bravo: «E’ il mio commercialista da 15 anni. Sono addolorata ma anche furiosa per quanto sta accadendo. L’8 dicembre gli abbiamo inviato una lettera per chiedergli di lasciare ogni incarico, sia pur nella speranza che possa chiarire la propria posizione». La Melandri nega invece che Bravo abbia avuto un ruolo all’interno del Museo Maxxi. Quel che è certo è la presenza di uno degli arrestati nell’atto costitutivo della sua fondazione come socio. Si è proprio lui, quel Stefano Bravo arrestato oggi per l’inchiesta di Mafia Capitale. Redazione Online News

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