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Stamina: per la Cassazione la cura non è scientifica ed è pericolosa

Bocciato senza appello, dalla Cassazione, il ‘metodo’ Stamina diffuso dal ‘guru’ Davide Vannoni senza alcuna valida sperimentazione e senza un protocollo degno di questo nome. Per di più, rilevano gli ‘ermellini’, si tratta di una ‘cura’ non solo sprovvista di effetti benefici ma addirittura dannosa per chi ci ha creduto. A tutt’oggi – avvisano gli ‘ermellini’ – «ne sono sconosciute sia la composizione farmacologica sia l’efficacia terapeutica». Con tre sentenze depositate oggi dalla Sesta sezione penale, la Suprema Corte ha motivato le ragioni per le quali, lo scorso 21 aprile, ha confermato il sequestro delle cellule staminali stoccate nella sala criogenica del laboratorio degli ‘Spedali civili’ di Brescia disposto nell’ambito dell’inchiesta condotta dal pm di Torino Raffaele Guariniello. La Cassazione attribuisce a Vannoni il ruolo di «’dominus’ e regista dell’intera vicenda», e – tra le prime cose – gli ha fatto presente che «accedendo al patteggiamento (pena di un anno e 10 mesi) ha sostanzialmente riconosciuto» le sue responsabilità e la competenza della Procura di Torino. Non può quindi cercare di trasferire la sede giudiziaria. Anche perché il reato più grave è l’associazione a delinquere, materializzatasi nel capoluogo piemontese: prevale sul peculato contestato al dottore Mario Andolina e compiuto a Trieste. Gli altri reati vanno dal commercio di medicinali imperfetti alla somministrazione di medicinali in modo pericoloso per la salute pubblica, alla truffa aggravata. Al metodo Stamina – spiega la Cassazione ai familiari di malati che volevano proseguire la ‘cura’- «non può annettersi alcuna validità scientifica» e sono emersi «una serie di rischi» collegati alla «attività di estrazione e re-inoculazione delle cellule staminali poste in essere fuori dalle dovute precauzioni e al di fuori delle procedure richieste dalla legge». L’unico protocollo presentato da Stamina Foundation, proseguono i giudici di legittimità, «non è supportato da dati scientifici; è privo di riferimenti a procedure scientifiche validate o a pubblicazioni scientifiche e in esso le metodiche non sono dettagliate». «In tutta la documentazione prodotta da Vannoni, la preparazione e la caratterizzazione delle proprietà delle cellule staminali» non è «definita né documentata adeguatamente». En passant, si ricorda che anche negli Usa ha fatto flop il suo tentativo di brevettare il ‘metodo’. Inoltre, in circa il 25% dei pazienti che si sono sottoposti alle infusioni di cellule staminali, e dei quali «è stato possibile consultare le cartelle cliniche e le schede di monitoraggio», si sono presentati «eventi avversi, nel 14% dei casi anche gravi». «D’altronde, è stato riscontrato che numerosi pazienti – prosegue l’alta Corte – hanno denunciato l’assenza di effetti benefici e, in taluni casi, il peggioramento delle condizioni di salute». Gli unici che non hanno nulla da temere, tra le persone coinvolte in questa truffa ai danni di malati disperati e inguaribili, sono i medici ai quali i tribunali civili nei mesi scorsi avevano ingiunto di somministrare le infusioni mentre imperversavano le polemiche su questo ‘metodo’ non riconosciuto dalla comunità scientifica. Anzi, sconfessato da ben due premi Nobel, ricorda la Cassazione sulla scorta delle consulenze, testimonianze e perizie acquisite da Guariniello. Ai camici bianchi, la Cassazione (presidente Francesco Ippolito) assicura che non passeranno nessun guaio con la giustizia in quanto sono scriminati – in base all’art. 51 del codice penale – per aver agito «in adempimento del dovere di dare esecuzione alla pronuncia del giudice civile». In altre parole, i camici bianchi sono stati ‘costretti’ a fornire queste ‘terapie’ e non avranno conseguenze penali nel caso in cui le infusioni si rivelino «pregiudizievoli per la salute del paziente». Come è capitato in non pochi casi. Per quanto riguarda le ordinanze civili che «hanno autorizzato il trattamento Stamina in quelle strutture pubbliche disposte a consentirne l’esecuzione», la Cassazione chiarisce che si è trattato di «provvedimenti adottati per l’appunto in via di urgenza e sulla base di una istruttoria per definizione sommaria e nemmeno lontanamente comparabile a quella indiscutibilmente approfondita disposta dal Pm di Torino, sui cui risultati si basano i decreti di sequestro preventivo e la conferma ad opera del Tribunale del riesame». Così il tanto discusso metodo Stamina è stato finalmente archiviato.

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