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Landini vara la nuova “cosa” di sinistra, non sarà partito

Debutta ufficialmente oggi «Coesione Sociale», il movimento che intende raccogliere quanti sono contro il riformismo di Renzi e puntano a una ricetta diversa per combattere la crisi economica. «Coesione Sociale è nata fuori dai partiti per ricostruire la politica con la Pi maiuscola» spiega Landini a margine dell’assemblea che, oggi e domani, discuterà su come organizzare il nuovo movimento. Il segretario della Fiom sgombra subito il campo il campo dall’ipotesi che la nuova organizzazione sia l’embrione di un nuovo partito politico. «Non mi faccio ingabbiare dal partito» dice subito Landini. All’appuntamento al Centro Congressi di via dei Frentani (luogo storico della sinistra radicale e sindacale) stamani si sono presentati rappresentanti di almeno una quarantina di associazioni. Una galassia di sigle, comitati di lotta che vanno da quanti si battono per la casa, per l’acqua pubblica, per il verde pubblico fino ai comitati dei disoccupati. C’è anche Articolo 21 con Sandra Bonsanti ed esponenti politici e sindacali dai capelli bianchi. L’aria è da primo giorno di scuola: circola una scheda di partecipazione dove ognuno deve dire chi è, se è un lavoratore dipendente, autonomo, precario, disoccupato ecc. C’è anche una raccolta di soldi per pagare la sala e le vivande per la due giorni di dibattito. Il leader di Coesione Sociale parlerà domani in tarda mattinata e, intanto, ai cronisti spiega che oggi «inizia un percorso che vuole essere democratico al massimo». «Il nostro obiettivo – aggiunge – è unire tutto quello che è stato diviso e di rimettere al centro della discussione tutto quello che è stato cancellato: diritti, un’idea diversa di sviluppo e sostenibilità ambientale, riqualificazione e rigenerazione delle città, diritto al sapere e allo studio». «Per cambiare il paese democraticamente – afferma Landini – non si può prescindere dalla partecipazione delle persone. Il nostro obiettivo – ribadisce – è ricostruire la partecipazione partendo dai contenuti. Vogliamo promuovere una larga partecipazione dal basso». Domani quando Landini tirerà le fila di questa due giorni di dibattito non saranno presenti né Stefano Fassina, elemento di spicco dei dissidenti del Pd, né Pippo Civati, impegnato nel suo movimento «Possibile». Non ci sarà neanche Ferrero del Prc e Nichi Vendola. Sel è presente oggi, comunque, con una delegazione guidata da Nicola Fratoianni, che è venuto ad ascoltare gli interventi insieme a Giorgio Airaudo e Giulio Marcon. I partiti, infatti, hanno deciso di rimanere dietro le quinte pur essendo «molto interessati a tutto quello che si muove nella società» come ha spiegato Fratoianni. Nessuno vuol innervosire Landini con un’operazione politica di cooptazione ma tutti sono interessati a come si muove il segretario della Fiom che ha intercettato una galassia sociale legata al mondo del lavoro e del movimentismo creando un bacino elettorale appetibile per una sinistra che anche nella tornata regionale ha dimostrato di essere frantumata. Domani, comunque oltre a Landini, interverrà Stefano Rodotà, giurista e accademico che riscuote simpatie nell’area politica a sinistra del Pd oltre che nel movimento di Grillo.

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