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Usa, trapianto cranio e cuoio capelluto

Per la prima volta al mondo in Texas è stato effettuato un trapianto di cuoio capelluto e il cranio, tra l’altro in un intervento che comprendeva anche un multitrapianto di rene e pancreas. Protagonista della “maratona” chirurgica James Boysen, un 55enne sviluppatore di software di Austin operato dai chirurghi dell’Houston Methodist Hospital e dell’University of Texas MD Anderson Cancer Center.
L’uomo era sfigurato da un raro tumore ed è entrato nella sua nuova vita il 22 maggio, circa 20 ore dopo la notizia della disponibilità degli organi per cui ha aspettato quattro anni nonostante le sue condizioni perché i tessuti dovevano essere di un solo donatore. Boysen oggi, venerdì, è stato dimesso dal reparto dell’Houston Methodist Hospital. Adesso dovrà fare tre settimane di follow-up. «E’ stato un lungo viaggio, e sono molto grato a tutti i medici che hanno eseguito i miei trapianti», ha detto. «Sono stupito di come mi sento» alla grande «e sarò per sempre grato per il fatto di avere un’altra possibilità di tornare a fare le cose che amo e di stare con le persone che amo». L’intervento è durato 15 ore ed è stato studiato quasi quattro anni fa. Vi hanno preso parte più di 40 operatori sanitari delle due strutture. James ha scherzato sul fatto di avere più capelli che a 21 anni e ha riferito che la parte trapiantata del cuoio capelluto già è in grado di sudare in una stanza calda.

Nel 2006 a Boysen era stato diagnosticato un leiomiosarcoma, un raro tumore proprio sul cuoio capelluto. Trattato con successo con la chemioterapia e le radiazioni, all’uomo era rimasta una grande e profonda ferita sulla testa, che includeva il cuoio capelluto e l’intero spessore del cranio fino al cervello e non si rimarginava mai.
L’uomo inoltre aveva già subito un trapianto di rene e pancreas nel 1992 (soffre di diabete da quando aveva 5 anni), organi che stavano adesso cedendo mettendolo in pericolo di vita e quindi si può dire che James è di fatto entrato nella sua “terza vita”.
«Quando ho incontrato Jim, ho fatto il collegamento tra la sua necessità di un nuovo rene e un nuovo pancreas, l’effetto dei farmaci anti-rigetto e la possibilità di impiantare cuoio capelluto e cranio», dice il chirurgo autore del trapianto. In pratica la terapia antirigetto avrebbe “protetto” anche questi nuovi tessuti. «I nostri infermieri e i coordinatori del trapianto si sono innamorati di Jim – conclude – e sono stati entusiasti di vederlo riuscire così bene», ha concluso.

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