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Profughi, Maroni minaccia i sindaci: “Basta clandestini o stop ai soldi della Regione”

Riduzione dei trasferimenti regionali ai sindaci lombardi che dovessero accogliere nuovi migranti: lo ha affermato il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, interpellato sui nuovi sbarchi, a margine di un evento alla Scala di Milano. Sulla questione, il governatore ha lanciato un sondaggio su Twitter.
Una diffida ai prefetti. “È un fatto gravissimo – ha spiegato – io domani scrivo una lettera ai prefetti lombardi diffidandoli dal portare in Lombardia nuovi clandestini e poi anche ai sindaci dicendo loro di rifiutarsi di prenderli. A chi li dovesse accogliere ridurremo i trasferimenti regionali come disincentivo alla gestione delle risorse”.Il sondaggio su Twitter. Il governatore ha posto tre questioni ai lombardi: “I sindaci lombardi devono rifiutarsi di accogliere gli immigrati clandestini mandati da Roma. Siete d’accordo?”. Poi: “Domani invio lettera ai Prefetti lombardi diffidandoli dal mandare immigrati clandestini in giro per la Lombardia. Siete d’accordo?”. E infine: “I sindaci lombardi devono rifiutarsi di accogliere clandestini mandati da Roma. Se li prendono taglio contributi regionali. Siete d’accordo?”. “Incontrerò Zaia e Toti”. Il governatore lombardo ha poi detto di voler “incontrare il governatore del Veneto, Luca Zaia e quello della Liguria Giovanni Toti nei prossimi giorni per prendere iniziative comuni”. Il governatore del Veneto aveva già affermato: “Siamo alla follia, con un governo inadeguato che sui documenti ufficiali ci invita a gestire ‘la fase acuta’ dell’immigrazione. Quando invece sappiamo tutti che non è acuta, è cronica”.

La posizione del governatore veneto. “Per prima cosa smettiamola con l’illusione di poter sopportare e gestire un esodo biblico” aveva detto Zaia al Corriere della Sera, precisando: “Le vite umane si salvano, senza se e senza ma, non si discute”. Però “In Veneto abbiamo 514 mila immigrati regolari, pari a quasi l’undici per cento della popolazione. Di questi, 42 mila non hanno un lavoro. Insieme a Emilia Romagna e Lombardia siamo i più accoglienti. Basta”.
L’allarme dal Comune di Milano. Ma non è solo la Lega a sollevare il problema. Nei giorni scorsi il responsabile del settore Welfare del Comune di Milano, Pierfrancesco Majorino aveva chiarito: “D’ora in poi accoglieremo solo i bambini. Qui non c’è più posto” precisando che in città ci sono 800 posti occupati contro una capienza di 600.

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