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STREGA/ I giovani premiano l’essere se stessi di Genovesi

Fabio Genovesi, ‘Premio Strega Giovani 2015’ con 69 voti per ‘Chi manda le ondè (Mondadori) non ha dubbi: «non si invecchia e non si cresce. Si rimane sempre quello che si è». Lo racconta nella sua storia corale e per questo ‘Chi manda le onde «è stato premiato dai ragazzi» dice emozionato con in mano la targa che gli è stata consegnata stasera a Palazzo Montecitorio dal presidente della Camera Laura Boldrini. «In questa legislatura puntiamo molto sulla cultura. È strategico per il futuro del Paese. La lettura non conosce confini e come ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la lettura è la chiave per diventare cittadini del mondo. E lo credo fortemente» ha detto la presidente della Camera. Genovesi, nato a Forte dei Marmi nel 1974, in una storia ambientata nella sua Versilia invasa dai miliardari russi racconta di Luna, una bambina albina, e di tanti altri personaggi Luca, Sandro, Serena, alle prese con la vita e i suoi cambiamenti, alternando la prima e la terza persona. «Ogni pagina di questo romanzo è un’ondata di emozioni che mi ha fatto comprendere che in realtà la piccola Luna è l’emblema dell’esistenza che caratterizza ognuno di noi. Brancoliamo tutti nel buio di un oceano piatto e infinito che è la nostra vita, alla ricerca di correnti giuste che possano condurci a certe e verità» scrive nella sua motivazione di voto a Genovesi Beatrice Bengasi del Liceo Scientifico Rossetti di San Benedetto del Tronto. Genovesi – a cui sarà consegnato un assegno di 3000 euro alla serata di premiazione del Premio Strega 2015, il 2 luglio a Villa Giulia – «dedico questo premio – dice all’ANSA – ai miei genitori che non hanno finito le scuole dell’obbligo e sono stati migliori di tanti psicologici e terapeuti. E ai professori che possono essere orribili o meravigliosi. Sono particolarmente felice dello Strega Giovani perchè i ragazzi sono senza filtro». Quelli che scrivo – continua Genovesi – sono romanzi corali. Il torto più grande che si possa fare ai ragazzi è parlarne come di non adulti perchè tutto ciò che riusciremo a fare dopo lo abbiamo già alla nostra nascita. La parola che trovo più orribile è giovani adulti. Siamo tutti persone. Cerco sempre di raccontare i ragazzi ma non come qualcosa che deve diventare qualcos’altro. Non si migliora e non si peggiora, al massimo ci si sciupa e vi auguro di non sciuparvi mai. Ho avuto la fortuna di avere genitori non mi hanno mai imposto nulla nelle mie scelte di vita e non ho mai cercato di fare meglio o peggio degli altri. Se devo essere in gara lo sono con me stesso« ha sottolineato un emozionato Genovesi che ora si prepara per la sfida dell’ingresso in cinquina, che sarà votata il 10 giugno a Casa Bellonci. Dopo Genovesi tra i dodici candidati alla cinquina dello Strega votati dai giovani si è piazzato Zerocalcare con ‘Dimentica il mio nomè (Bao Publishing), che ha avuto 47 voti seguito dal ‘Storia della bambina perdutà (e/o) di Elena Ferrante, con 35 voti. »Essere qui – ha detto De Mauro a Palazzo Montecitorio – è un un riconoscimento della fatica che facciamo per cercare di allargare i confini della lettura. Così con il Premio Strega Giovani i ragazzi leggono i libri della dozzina schierata per concorrere al Premio Strega e votano quelli che rispondono al loro gusto. E stiamo completando la filiera anche con un premio bambini e ragazzi. Siamo abbastanza avanti anche in questa impresa«.

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