| categoria: economia

Il 730 inviato si può correggere, entro il 29 giugno

Il 730 precompilato già trasmesso online all’Agenzia delle Entrate si potrà correggere, una sola volta, entro il 29 giugno. Ad annunciare la novità, visto l’avvio sperimentale della nuova procedura, è la stessa Agenzia, spiegando che così chi si è scordato qualche dato o deve rettificare alcune informazioni, potrà riprendere direttamente sulla piattaforma web il suo modello, correggerlo e rimandarlo. Il nuovo invio «annulla e sostituisce» la dichiarazione già trasmessa e sarà consentito «per agevolare i cittadini», che non dovranno rivolgersi a Caf o professionisti per presentare un modello 730 integrativo o un modello Unico correttivo o integrativo. È possibile, spiegano ad esempio le Entrate, aggiungere degli oneri precedentemente dimenticati, modificare la dichiarazione a seguito delle rettifiche della Certificazione Unica comunicate dal sostituto d’imposta dopo il primo invio oppure inserire detrazioni non considerate precedentemente. La nuova stagione del 730 è solo uno degli impegni della macchina del fisco, in affanno in queste settimane a causa dello stop, arrivato a marzo scorso dalla Consulta, ai dirigenti nominati senza concorso. Per sanare la «falla» dei dirigenti illegittimi delle agenzie fiscali (circa 1200, 800 solo alle Entrate, gli altri alle Dogane), potrebbe arrivare un decreto al prossimo Consiglio dei ministri, che potrebbe riunirsi domani nel tardo pomeriggio. Le misure – che potrebbero anche viaggiare all’interno del decreto Enti locali – dovrebbero prevedere un concorso, da indirsi in tempi brevi, per circa 400 posizioni, e una definizione dell’utilizzo delle reggenze, in attesa di un riordino complessivo dell’Agenzia (con la revisione della pianta organica) che potrebbe invece arrivare più avanti, sotto forma di decreto attuativo della delega fiscale, insieme alla definizione di ‘posizioni speciali’, volte sempre a coprire i ‘buchi’ lasciati dai dirigenti decaduti. Intanto sul fronte del contenzioso fiscale si registra un miglioramento: il 2014, secondo i dati diffusi dal Tesoro, mostra un calo dei ricorsi complessivamente pervenuti alle Commissioni tributarie pari al 6% (-14.969), che sono passati da 257.013 nel 2013 a 242.044 (per un valore di circa 30,5 miliardi). Più forte (al 10%) il calo dei ricorsi nel primo grado di giudizio, grazie anche all’introduzione della mediazione (che ha fatto segnare un -30% nel quadriennio 2011-2014) mentre sono aumentati gli appelli, sempre del 10%. In diminuzione del 9,5% lo scorso anno anche le controversie pendenti presso le Commissioni di primo e secondo grado, passate da 633.605 del 2013 a 573.522. Di tali controversie, il 59,5% (pari a 341.245 unità) è in giacenza da meno di 2 anni. Tra i dati pubblicati dal Mef oggi anche quelli sulle nuove partite Iva, che ad aprile sono aumentate del 2,7% rispetto allo stesso mese del 2014. Dei 47.581 nuovi autonomi in attività, il 28% (13.203) ha aderito al vecchio regime fiscale di vantaggio o al nuovo regime forfetario (opzione consentita, solo per quest’anno con il Milleproroghe).

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