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IMMIGRAZIONE/ Renzi, un derby ideologico che paga alle elezioni

Prima la Lega, ora Beppe Grillo. È polemica continua sull’immigrazione. Il leader M5S invoca la sospensione del trattato di Schengen, perchè «l’Europa ci sta lasciando nella merda». Il premier Matteo Renzi critica il «derby ideologico» sul tema e nota che dire «mandiamoli a casa elettoralmente paga». Mentre il capo dello Stato, Sergio Mattarella, loda la Marina Militare per aver affrontato con «abnegazione e professionalità l’estenuante e tragica situazione dei flussi migratori via mare». GRILLO, SOSPENDERE SCHENGEN – Sul suo blog Grillo sostiene che «l’Italia sta diventando un immenso campo profughi, molti immigrati vogliono raggiungere in ogni modo parenti o comunità presenti in altri Paesi europei. Dopo l’arrivo in Italia puntano a Nord. Si accalcano al Brennero, alla stazione di Milano e i francofoni a Ventimiglia. Alla stazione di Trento sono presenti agenti della polizia austriaca e tedesca. Gli immigrati qui, in realtà, non ci vogliono stare. Per cautelarsi, i Paesi confinanti hanno sospeso Schengen». Cosa che, secondo il fondatore del movimento, dovrebbe fare anche l’Italia. MARONI, CI MANDANO MIGRANTI PER RITORSIONE – Dalla Lega Nord proseguono gli attacchi al Governo. Per il presidente della Lombardia, Roberto Maroni, l’invio nelle regioni settentrionali di migranti da accogliere «sembra una sorta di ritorsione contro il Nord da parte di un Governo incapace di risolvere la situazione» e che «viene costantemente sbeffeggiato» dalle istituzioni europee. «Sull’immigrazione, in Europa – rincara il segretario della Lega Matteo Salvini – ridono in faccia al governo italiano». RENZI, TEMA CHE PAGA ELETTORALMENTE – Renzi non nasconde che l’immigrazione «è un problema, anche perché sul tema c’è un derby ideologico, con una parte che dice ‘mandiamoli a casa’ e magari sono gli stessi che hanno tagliato i fondi per la cooperazione, che hanno votato al Parlamento europeo contro la distribuzione degli immigrati in tutti i Paesi Ue e che quando hanno amministrato hanno fatto le stesse cose» che si stanno facendo adesso: «Ma questo elettoralmente paga». PROSEGUONO TRASFERIMENTI VERSO NORD – Intanto, proseguono i trasferimenti di stranieri dai luoghi di sbarco verso le regioni del Nord, secondo il piano stabilito dal Viminale che punta a riequilibrare le presenze (90 mila di cui 76 mila adulti ed il resto minorenni) sul territorio nazionale. «Non è equo – dice il ministro dell’Interno Angelino Alfano – che la Sicilia, che sopporta questa piaga degli sbarchi, deve sopportare anche il 20% dell’accoglienza. Mi auguro che il senso di responsabilità istituzionale prevalga. Io ho grande rispetto per il Nord e avrò grandissimo riguardo per la popolazione». SCONTRO SU CASERMA IN VENETO – Ma Luca Zaia, presidente del Veneto, ribadisce il suo no. Il governatore ha convocato i prefetti della regione, cui chiede di informare in tempo reale sui flusso di migranti che interessa la regione. Zaia ha invitato poi il sindaco di Treviso a sgomberare un’ex caserma requisita dalla prefettura per ospitare un gruppo di profughi. Il primo cittadino Giovanni Manildo respinge l’invito. «Sicuramente – dice – i profughi lì non lo abbiamo messi noi quindi è inutile che Zaia lo chieda a me. Lo avvii lui stesso, visto che spetta alla sanità regionale accertare il rischio di un’emergenza di igiene pubblica che qualora dovesse verificarsi andrebbe oltre il territorio comunale».

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