| categoria: Roma e Lazio

MAFIACAPITALE/ Terremoto in vista in Campidoglio, azzeramento dei presidenti, dimezzamento delle commissioni

Lo ‘tsunamì Mafia Capitale travolge le commissioni capitoline. Ora l’obiettivo è allontanare qualsiasi ombra dall’attività istituzionale. E il commissario dei dem a Roma Matteo Orfini vuole accelerare: «Presto azzeramento dei presidenti e dimezzamento», con le commissioni che passeranno da 24 a 12. Ma a Roma i compagni di coalizione di Sinistra Ecologia e Libertà frenano. «Orfini decide per il Pd», non per noi, chiosano i vendoliani. E anche le opposizioni insorgono: «Non è compito di Orfini». «Stiamo lavorando sul dimezzamento delle commissioni capitoline che diventeranno 12. Essendo un nuovo atto ci sarà anche l’azzeramento di tutte le presidenze che verranno nominate nuovamente. È questione di giorni», spiega il commissario del Pd Roma Matteo Orfini. Il dimezzamento delle commissioni era un misura a cui stava già lavorando il consiglio comunale ma che ha subito un’ accelerazione anche per effetto dei contraccolpi dell’ inchiesta Mafia Capitale che ha portato all’arresto di quattro consiglieri comunali, di cui due del Pd, tra cui l’ex presidente della Commissione Patrimonio e Politiche Abitative Pierpaolo Pedetti, e vede altri consiglieri tirati in ballo in alcune intercettazioni, senza che siano indagati. E proprio ieri il presidente della Commissione Bilancio di Roma Capitale Alfredo Ferrari si è detto pronto a rimettere l’incarico di guida della commissione. Un’orientamento maturato nel Pd, insomma, propedeutico all’azzeramento delle commissioni ora annunciato. Il progetto su cui sta lavorando il Pd, sotto la supervisione del sindaco Marino e di Orfini, prevede che il dimezzamento avvenga attraverso un accorpamento delle 24 commissioni: alla fine ne resteranno 9 permanenti (Bilancio-Personale-Statuto; Turismo-Cultura; Urbanistica-Patrimonio; Scuola-Sport; Sociale-Casa; Commercio; Lavori pubblici; Ambiente; Trasporti) e tre speciali (Elette, Controllo e garanzia, Roma Capitale). «Nel giro di 24-48 ore – annuncia il capogruppo del Pd Fabrizio Panecaldo – e quindi in anticipo rispetto alla deadline del 30 giugno che aveva indicato la presidente Baglio, saremo in grado di depositare la delibera che rappresenta la proposta del Pd e su cui ci sarà una verifica con la coalizione e anche con l’opposizione. Poi la prossima settimana partirà iter in Aula». Nella maggioranza in Campidoglio però spuntano ancora mal di pancia. Sel non digerisce le parole del commissario dem e il loro capogruppo Gianluca Peciola avverte: «Orfini decide per il Pd noi decidiamo in base alla consultazione del partito». E quanto all’eventuale azzeramento dei presidenti delle commissioni in quota Sel, Annamaria Cesaretti (Trasporti) e Imma Battaglia (Smart City), risponde: «Deciderà la base del partito». Le opposizioni invece bocciano in pieno la manovra sulle commissioni: «Aspettiamo una proposta organica che riassetti la parte politica e siamo pronti a ragionarci. Ormai non capiamo più quale sia il sogno e quale realtà» dice il capogruppo Ncd Roberto Cantiani mentre il M5s parla di una maggioranza «telecomandata da papà Orfini».

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