| categoria: Dall'interno

Caso Azzollini, indagato anche Profiti, l’uomo della sanità della Santa Sede

La moratoria fiscale doveva servire per aiutare i terremotati di San Giuliano, così almeno prevedeva quella norma approvata di tutta fretta nel 2002: “Interventi urgenti a favore delle popolazioni nelle regioni Molise, Sicilia e Puglia”. E invece, come certifica l’Agenzia delle Entrate, l’unico ente ad averne tratto vantaggio è stata la Casa Divina Provvidenza, che di terremotato (purtroppo per le casse dello Stato) aveva solo il bilancio. “Tutto a posto? ” chiedeva non a caso suor Marcella, in ansia per l’approvazione del provvedimento a un collaboratore del senatore Antonio Azzollini. “L’ennesimo suo miracolo”, assicurava poco dopo.

L’inchiesta sulla Casa Divina Provvidenza continua. Mentre sono in corso accertamenti su uno, forse due, alti prelati, Tra gli indagati spunta Giuseppe Profiti, ex presidente dell’ospedale Bambin Gesù di Roma, legatissimo al cardinale Tarcisio Bertone, che nel novembre 2013 diventa delegato di monsignor Luigi Martella, il vescovo di Molfetta che guidava la congregazione dopo il commissariamento da parte del Vaticano visto il buco da 500 milioni.

Profiti prova a entrare in quel “carrozzone”, come lo definisce il gip, con le idee chiare: “Insomma – spiega al telefono a Mauro Pantaleo, persona a lui vicina e anch’egli indagato quello che si avvertiva era che sostanzialmente lì ci fosse una sorta di guerra di conquista, in cui qualcuno, a qualunque prezzo, aveva voluto piantare una bandierina. Dire: finalmente dopo quarant’anni di possesso, insomma, della collina da parte dei vietnamiti l’abbiamo liberata, Questa è la nostra piantina “.

La conversazione non arriva in un giorno qualsiasi. Ma all’indomani dell’avvio della procedura di amministrazione straordinaria da parte del governo Letta che porterà alla nomina dell’avvocato Bartolo Cozzoli, vicinissimo al presidente della commissione Bilancio alla Camera, Francesco Boccia, come amministratore straordinario. Ma Profiti, ricostruisce il gip, vuole un bilanciamento politico e così “si attiva ai massimi livelli di potere politico per orientare la scelta ministeriale dei commissari”. E dopo la nomina di Cozzoli, osteggiata da Azzollini, è chiaro: “Il direttore generale voluto da Azzollini non si tocca, beh! Ovvio mi devo coprire a destra, no?”. E il risultato lo raggiunge visto che, scrive il gip, “la Cdp appare, tuttora, un vero e proprio feudo oggetto di dominio incontrastato da parte del senatore che riesce persino ad ottenere “in anteprima” i provvedimenti che il Commissario Straordinario (sic!) adotta, tentando sistematicamente di interferire sulle sue determinazioni “. In sostanza “nel corso degli ultimi decenni la congregazione – continua il giudice – è stata teatro di una vera e propria guerra di conquista politica, che ha visto avvicendarsi ai vertici della struttura amministratori la cui investitura era di chiara matrice politica”.

Per dire, racconta Lo Gatto, ex segretario generale dell’ente: “Una sera si presentarono una sera il senatore Azzollini, Angelo Belsito. E misero ko il consiglio generalizio, dicendo che non erano, non si dovevano più permettere di gestire il patrimonio, gli affari della Casa Divina Provvidenza, senza il suo consenso, senza la sua presa visione di tutto quello che si doveva decidere “.

Tags
Argomenti:casa di cura Divina ProvvidenzaProtagonisti:Antonio AzzolliniGiuseppe Profiti

Ti potrebbero interessare anche:

Fondi neri Finmeccanica, arrestato Guarguaglini
Ferrara, morta la donna massacrata in casa da 2 ladri durante una rapina
Assalto al caveau della Mondialpol, colpo grosso da quasi 11 milioni
Maltempo, in Abruzzo crollate circa 250 stalle: nel Teramano migliaia di animali morti
Sequestrati 151 mila euro a ex pm Ingroia
Salvini contro i vu' cumprà, dal Viminale 2,5 milioni di euro per la lotta agli abusivi



wordpress stat