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Cassa Depositi e Prestiti, Bassanini pronto ad un passo indietro se Renzi lo chiede

Potrebbe risolversi martedì prossimo per la Cassa depositi e prestiti il cambio al vertice di cui si continua a parlare con il passaggio dal tandem Bassanini-Gorno Tempini a quello più accreditato Costamagna-Gallia. Dovrebbero quindi essere sciolti in questo fine settimana gli ultimi nodi per poi passare alla riunione straordinaria del cda convocata per il 16 giugno con all’ordine del giorno la decisione di partecipare al Fondo di servizio istituito con lo Sblocca-Italia, in sostanza quello strumento ideato per il rilancio delle imprese industriali che hanno un equilibrio economico operativo ma necessitano di ricapitalizzazione. Proprio in quell’occasione potrebbero arrivare le dimissioni dei rappresentanti del Tesoro per spingere ad un avvicendamento che era sembrato finora in stallo, o con un addio del presidente e dell’a.d qualora dovesse essere formalizzata una richiesta in tal senso da parte del Governo. Il presidente Franco Bassanini, infatti, negando in modo risoluto di aver subito richieste di lasciare l’incarico e allo stesso tempo, e di conseguenza, di aver tentato di resistere sulla poltrona, si dice però pronto ad un passo indietro se venisse richiesto dall’Esecutivo «e/o dai miei azionisti» (Tesoro e Fondazioni). «Fino ad oggi, non ho ricevuto richieste di dimissioni. Se e quando le avrò, non farò certo resistenza in nome di interessi personali, così come ho sempre fatto nella mia non breve esperienza istituzionale», afferma con forza Bassanini dopo giorni di continue indiscrezioni che lo hanno visto protagonista. «Leggo da giorni sui giornali articoli su ‘Pressing su Bassanini’ o ‘Bassanini resiste’ – sottolinea il presidente della Cassa – Non le ho commentate per rispetto delle istituzioni e perché ho a cuore gli interessi del Paese e quelli di Cdp, dei suoi dipendenti e dei suoi azionisti. Alla luce degli stessi criteri avrei valutato una richiesta di dimissioni, se mi fosse pervenuta». «Se e quando la avrò – prosegue – non farò certo resistenza in nome di interessi personali, così come ho sempre fatto nella mia non breve esperienza istituzionale, di cui tutto si può dire eccetto che sia stata guidata dall’attaccamento a qualche poltrona. Mi riservo per il resto ogni iniziativa a tutela della mia personale dignità e immagine». Nonostante le perplessità espresse dalle Fondazioni (socie di Cdp con il 18,4%), sembra quindi al momento più concreta l’ipotesi di sostituzione del vertici con Fabio Gallia, attuale guida operativa della Bnl (la banca italiana controllata dai francesi di Bnp Paribas) al posto dell’a.d. Giovanni Gorno Tempini e Claudio Costamagna al posto dello stesso Bassanini. Gli Enti di origine bancaria avevano espresso nei giorni scorsi riserve sull’operazione sia procedurali (perche’ non verrebbe rispettata la prassi secondo cui la nomina dell’a.d. spetta al Tesoro, mentre quella del presidente toccherebbe alle Fondazioni), sia di merito (perché un cambio unilaterale ai suoi vertici suscita tra gli enti una serie di timori su come potrà virare il ruolo della Cassa in funzione della politica industriale del governo). Oltre al nodo Cdp sul tavolo del Tesoro e di Palazzo Chigi restano altri rinnovi di vertici, tutt’altro che minori, quelli di Ferrovie e Rai. Il cda della tv pubblica è infatti ormai scaduto ma resta in stand by in attesa di capire quale sarà il destino del ddl di riforma.

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