| categoria: politica

Azzollini, parte il processo in Giunta. Ncd fa quadrato

Incrocia le dita Antonio Azzollini che si trovera’ sul banco degli imputati martedi’ 16 giugno quando si riunira’ la Giunta per le immunita’ del Senato per esaminare il suo caso. Ma fanno gli scongiuri anche i suoi colleghi Ncd che difendono a spada tratta il loro parlamentare nella speranza che il verdetto finale non lo conduca in cella, cosi’ come richiesto dalla procura di Trani nell’ambito dell’inchiesta sulla gestione di alcune case di cura in Puglia (in ogni caso l’ultima parola spettera’ all’aula di palazzo Madama). Mentre le opposizioni affilano le armi e la sinistra Dem attende Renzi al varco (tutte le occasioni sono buone per un redde rationem) il governo sembra barcamenarsi tra garantismo e giustizialismo. Cautela e’ la parola d’ordine anche se Renzi appare determinato: non c’e’ alcuna intenzione – ha argomentato – di fare sconti (“si fanno solo nei negozi, non in Parlamento”) e quindi si leggeranno attentamente le carte, e “se emergera’ il fumus persecutionis voteremo contro l’arresto” ma se “tutto sara’ in linea con la Costituzione e con le leggi voteremo a favore dell’arresto, come del resto abbiamo fatto con i nostri” (implicito riferimento al caso Genovese). D’altra parte la linea di Ncd fin dall’inizio e’ stata quella di tenere separati e possibilmente molto distanti i due piani sul caso Azzollini, quello giudiziario e quello “governativo”. Tradotto: nessuna intenzione – nel partito alfaniano – di minacciare sfracelli se qualcuno verra’ sacrificato sull’altare della maggioranza. Una posizione sostenuta dallo stesso Alfano fin da subito (e per questo criticato da alcuni nel partito), ma anche da Maurizio Lupi giunto ad “esporsi” (“sbagliando”, ha accusato Schifani) su un possibile voto a favore dell’arresto di Azzollini. Esternazioni che hanno fatto insorgere una frangia di Ncd gia’ sulle barricate dopo la sortita giustizialista di Orfini (poi ridimensionata). Ora mentre si attende un “chiarimento” nella riunione dei gruppi Ncd (convocata proprio del d-day di martedi’ prossimo), i big e lo stesso leader, tentano di ricompattare le fila. Alfano oggi e’ parso tutt’altro che liquidatorio: “Bisogna approfondire il tema del fumus persecutionis, gia’ riconosciuto una volta per Azzollini”, ha detto, aggiungendo che il senatore gli ha assicurato di non aver mai pronunciato quella brutta frase sulle suore, peraltro riferita da terzi. A fare scudo Renato Schifani per il quale “non c’e’ alcuna prova concreta” contro Azzollini: “Mi rifiuto di pensare che sia una persona che delinque”. Si tratta ora di spulciare le carte, cose che faranno i componenti della Giunta che ascolteranno anche l’autodifesa di Azzollini giovedi’ prossimo. Di certo, l’intenzione del presidente della Giunta, Dario Stefano, e’ di chiudere il caso in tempi brevi (“probabilmente entro il 24 giugno”).

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