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Jobs Act, Poletti: delega sul lavoro realizzata al 100%

Il governo «ha realizzato la delega» sul lavoro «al 100%», approvando «in 6 mesi 8 decreti» legislativi del Jobs act. Partendo da un obiettivo: «cambiare» una situazione nel Paese che per «disoccupazione e precarietà è gravissima». Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, in occasione delle ‘Giornate del lavoro’ organizzate dalla Cgil, rimarca l’azione dell’esecutivo concentrandosi in particolare sulla riforma del lavoro. E assicura che, in generale, questo governo ha «un programma per arrivare al 2018». Lo fa partecipando all’iniziativa, quest’anno alla seconda edizione in corso a Firenze, promossa dal sindacato di Susanna Camusso, che più di tutti ha contestato il Jobs act. «La situazione è molto difficile, sotto certi aspetti terribile, bisogna che cambi, è il lavoro che stiamo facendo», afferma il ministro, sottolineando poi come si sia fatto e completato il Jobs act nell’arco di «12 mesi» (anche se per quattro decreti legislativi c’è stato solo il primo via libera del Consiglio dei ministri di giovedì scorso, mentre tra gli altri quattro il contratto a tutele crescenti è in vigore da tre mesi). E mentre il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, ribadisce che «il giudizio è molto positivo» sul Jobs act, anche se «aspettiamo di arrivare in fondo», sul fronte opposto la Fiom di Maurizio Landini torna a dire il suo ‘no’ al provvedimento, anche alla luce degli ultimi decreti attuativi, tra cui quello sulla cig (che «ora può durare solo due anni»). «Possono raccontarlo come vogliono» ma il Jobs act «continua a creare problemi» e «a ridurre le tutele», afferma il numero uno dei metalmeccanici della Cgil che, intanto, ha dato vita alla coalizione sociale per «unire un Paese mai visto diviso come adesso». Mentre al sindacato torna a dire che «deve cambiare perché c’è un cambiamento radicale oggi nel mondo e, se non cambiamo, non andiamo lontano». Un altro capitolo, per l’esecutivo e non solo, resta aperto ed è quello sulle pensioni, anche dopo la sentenza della Corte costituzionale. Lunedì Poletti incontrerà, al ministero, i sindacati dei pensionati Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil. In vista degli interventi sulla legge Fornero, considerata troppo rigida, il ministro conferma che si lavora sulla flessibilità in uscita (al vaglio le ipotesi per consentire di uscire prima dal lavoro ma con un assegno più basso) e che questo tema sarà definito in sede di legge di stabilità per il 2016. E ribadisce che ciò verrà fatto «con un unico vincolo: non vogliamo produrre altro debito da scaricare sui giovani, sul futuro. Il danno in questo senso è già stato fatto in passato». Sul tavolo, intanto, il provvedimento con cui il governo ha risposto alla sentenza della Consulta che ha bocciato il blocco della perequazione per le pensioni superiori a tre volte il minimo e che prevede la restituzione di una parte di quanto perso (il conguaglio sarà pagato ad agosto). Provvedimento che i sindacati chiedono di migliorare.

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