| categoria: Roma e Lazio

Mafia Capitale, il prefetto: “Entro 45 giorni deciderò su scioglimento Comune”. In piazza Marchini e M5S

E’ pronta la relazione degli ispettori della prefettura sull’amministrazione romana dopo gli scandali di “Mafia Capitale”. E il prefetto di Roma Franco Gabrielli, in merito alla possibilità di sciogliere il Comune di Roma per mafia, torna a spiegare: “Quando avrò letto la relazione farò le mie valutazioni sotto tutti i punti di vista”. Sulla sua scrivania è atteso infatti il dossier. A partire da domani, martedì 16 giugno, il prefetto avrà 45 giorni di tempo per decidere se avanzare o meno la proposta di scioglimento del Campidoglio per infiltrazione mafiosa al ministro dell’Interno, Angelino Alfano. La commissione è composta dal prefetto Marilisa Magno, dal viceprefetto Enza Caporale e dal dirigente del ministero dell’Economia Massimiliano Bardani ed è stata nominata dall’ex prefetto di Giuseppe Pecoraro a metà dicembre. Oggi termina il suo lavoro, dopo sei mesi di indagine, con una relazione che si preannuncia molto corposa, di circa mille pagine.
Intanto il M5s ha organizzato nel pomeriggio in Campidoglio un’assemblea cittadina per chiedere le dimissioni del sindaco di Roma “Ignaro Marino”. Davanti alla lupa capitolina si sono ritrovati anche i sindacati Asia Usb e i sostenitori della lista Marchini. Lo slogan urlato e rilanciato da cartelli bene esposti e’ ‘dignità’. Chiediamo, viene spiegato, “dimissioni, commissariamento e nuove elezioni”. “A Roma ci sono un sindaco e una giunta inadeguati – ha detto il capogruppo del M5s in Campidoglio Marcello De Vito durante la manifestazione – Serve un’amministrazione onesta e che sappia quello che deve fare. Noi siamo pronti. Marino deve fare un passo indietro”.

In piazza è poi arrivato anche il deputato del Movimento 5 Stelle, Alessandro Di Battista che ha detto: “L’attuale sindaco governa grazie ai voti anche degli arrestati”. “Noi sentiamo pronti e ci sentivamo pronti già nel 2013 quando ci siamo candidati – ha continuato il vicepresidente della Camera del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio, anche lui alla protesta – Il vantaggio adesso che voglio spiegare ai cittadini è che abbiamo fatto esperienza nel Comune, abbiamo persone come Marcello De Vito e altri consiglieri che conoscono bene la macchina comunale e sanno dove andare a prendere i soldi per ridurre le tasse dei cittadini romani. Non crediamo assolutamente che tutto il Pd sia marcio ma siamo convinti che non sappia distinguere i buoni dai cattivi. Chiediamo le dimissioni del sindaco di Roma Ignazio Marino e del presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti perchè il Pd, a nostro avviso, un partito che ha troppi Buzzi e Carminati non è in grado di sapere gestire la macchina politica”. Il nome del candidato per le elezioni comunali? “Lo decideranno gli iscritti”, ha precisato Di Maio.
Ma le proteste dentro e fuori dall’Aula si ripetono ormai da giorni e oggi Alfio Marchini ha annunciato: “Non siamo stati eletti per scaldare le poltrone o per prendere gettoni di presenza e per questo, da oggi, noi della Lista Marchini ci autosospendiamo fino a quando il sindaco Marino, con un sussulto di dignità, annuncerà le sue dimissioni consentendo finalmente nuove elezioni”. Deposti i megafoni della protesta, lui e il consigliere Alessandro Onorato, i due eletti per la lista civica, hanno spiegato dunque la loro sospensione temporanea dal Consiglio capitolino. “Oltre un anno fa – ha detto Marchini – per impedire l’approvazione delle spese fuori bilancio, da soli facemmo ostruzionismo durante la sessione di Bilancio e invocammo il Commissario mentre tutte le altre forze politiche ci accusavano di essere degli irresponsabili. Oggi è chiaro a tutti che avevamo ragione ma, a questo punto, manca l’agibilità politica per continuare a fare il nostro lavoro in un Consiglio Comunale fantasma”.

In aula, nel frattempo, con 25 voti a favore e 4 contrari, l’assemblea capitolina ha approvato nel pomeriggio la delibera sui residui di bilancio, pari a 850 milioni di euro, che verranno spalmati in 30 anni con una rata annuale di 28,3 milioni di euro.

E’ slittato invece a mercoledì il vertice del gruppo dei quattro consiglieri comunali di Sinistra ecologia e libertà. Una riunione convocata dopo la seconda ondata di arresti “per decidere come andare avanti”. La riunione aperta si terrà nel pomeriggio in via delle Vergini a Roma, sede dei gruppi consiliari. “Sarà una riflessione aperta per l’avvio di un percorso di ascolto della città e del popolo della sinistra – spiega il gruppo Sel dell’assemblea capitolina – Lotta alla mafia, questione sociale e rapporti di governo sono i temi al centro della discussione”.

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