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Siamo nei guai, il piano B di Renzi non esiste

E adesso siamo veramente nei guai. Con l’emergenza migranti in patria, con la Ue che ci guarda in cagnesco. Ha un bel dire Renzi, “facciamo da soli”: ma a questo punto della partita cosa significa. Certo l’Europa ci ha preso a pesci in faccia, gli altri governi sono molto meno romantici e più cinici del nostro: il problema in casa loro se lo risolvono senza chiedere aiuto alla Ue e senza fare tante storie. Ma l’Italia ha una conformazione geografica particolare ed è più esposta; ma l’Italia ha un sistema fragile e non è in grado di gestire la situazione. Ancora, ha un governo troppo sensibile alle critiche dell’opposizione ma anche alle derive ideologiche di una fetta dell’opinione pubblica e del mondo politico. A Renzi mancano le idee e manca la capacità di mettere in pratica una real politik che si rispetti. Siamo nei guai, il piano B di Renzi non esiste. Qual è la via d’uscita migliore per l’Italia, che cosa si deve sacrificare per salvarsi? Poi un bel respiro e via. Siamo invece incerti, cristallizzati su una posizione di inutile attesa, e intanto gli altri ci fanno a fette, in tutti i modi possibili. Dobbiamo sparare ai barconi, dobbiamo sbarcare in Libia? Ebbene si proceda. Dobbiamo articolare una strategia efficace di contenimento ? E allora concentriamoci su questo e come sempre accade in Italia facciamolo diventare un investimento, un business. Senza scadere in un replay di Mafia Capitale, naturalmente, ma con ordine. Un piano di emergenza che attribuisca compiti precisi, individui dei percorsi operativi e li applichi senza tentennamenti. Quando si spargesse la voce che in Italia non si scherza più, che l’Italia non è il paese del Bengodi i flussi si inaridirebbero rapidamente. E la situazione si farebbe più gestibile.

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