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FS/ Forze dell’ordine sui treni a rischio

La sicurezza sui treni è diventato un tema centrale della politica ferroviaria nazionale non solo per i sindacati, ma anche per le Ferrovie dello Stato. Un argomento diventato ancora più ‘caldò dopo l’ennesima aggressione a un dipendente, un capotreno, che ferito a colpi di machete, dopo aver chiesto il biglietto a una banda di latinos alla fermata di Villapizzone, quartiere di Milano, giovedì scorso, ha rischiato l’amputazione di un braccio. Per questo motivo oggi in Lombardia i sindacati di base Orsa, Cat e Cub hanno scioperato con adesioni, secondo dati diffusi dalle organizzazioni, del 90% dei dipendenti fra le 9 e le 19 determinando forti disagi per i viaggiatori e paralizzando la circolazione. Ma nelle stesse ore sono entrati in campo le stesse Fs, che dopo un incontro con i sindacati confederali sul problema, hanno concordato, in una nota: «Subito una maggiore presenza delle forze dell’ordine sui treni a rischio, oppure i convogli non partiranno». La riunione – a cui hanno preso parte Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl Trasporti-Attività Ferroviarie e Fast Ferrovie – era stata convocata appunto per arginare il fenomeno delle aggressioni al personale in servizio a bordo dei convogli di Trenitalia. Si è stabilito che in attesa si attivi un tavolo di monitoraggio e intervento, «i lavoratori addetti al servizio di assistenza alla clientela a bordo treno, in presenza di situazioni potenzialmente a rischio e previa attivazione della richiesta di intervento della Polfer, possono temporaneamente sospendere l’attività di controllo per agevolare gli interventi di prevenzione da parte delle autorità competenti». E si è anche rilevato – con tanto di una specifica lista – che sono 15, in 7 Regioni, i treni più a rischio aggressioni, che potranno essere soppressi se non verrà garantita la presenza a bordo delle Forze dell’ordine a partire dal 26 giugno. «Questi primi atti concreti, per quanto da consolidare e sviluppare insieme agli altri soggetti coinvolti, vanno nella giusta direzione», hanno commentato i sindacati sottolineando che «nel dare prime risposte alle richieste avanzate da sindacati viene tracciato finalmente un percorso strutturato che, a questo punto, deve vedere fattivamente in campo tutti i soggetti aziendali, istituzionali e sociali coinvolti». In Lombardia i sindacati di base hanno anche manifestato sotto la sede della Regione Lombardia. Le loro richieste hanno ottenuto l’immediata attenzione di Roberto Maroni: chiedere più sicurezza «è un’iniziativa – ha spiegato il governatore – che abbiamo già preso, abbiamo chiesto a prefetto e questore di mettere militari e forze dell’ordine in treni e stazioni negli orari più a rischio». Il presidente ha auspicato che prefettura e questura «abbiano la sensibilità di accogliere la nostra proposta, procedendo rapidamente». Per il presidente del Consiglio regionale della Lombardia Raffaele Cattaneo rappresenta una «possibile soluzione» alla questione della sicurezza di viaggiatori e ferrovieri «l’idea che, soprattutto nelle ore serali, i treni possano essere presidiati maggiormente, come avvenuto in passato con affidamento per esempio a forme di vigilanza privata». Mariastella Gelmini, coordinatrice regionale di Forza Italia, rilancia invece la proposta di «schierare l’esercito sui treni e nelle stazioni per garantire sicurezza»; per questo, il suo partito «già dai prossimi giorni raccoglierà le firme necessarie ad una petizione per l’impiego delle Forze armate a difesa della mobilità, dei ferrovieri e dei cittadini».

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