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IMMIGRAZIONE/ Caritas Milano, centri pieni oltre ogni limite

Il giorno dopo la riunione in Prefettura a Milano con il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, la Caritas ambrosiana lancia l’allarme sulla situazione dei migranti nelle sue strutture che sono «oltre il limite della loro capienza». Il problema è che il sistema di assistenza messo in piedi da Comune e Prefettura è per brevi periodi di tempo, ma adesso che le frontiere sono chiuse i tempi si allungano. «È chiaro che se il flusso di uscita dai centri si blocca perchè le persone vengono respinte alle frontiere – ha spiegato il direttore della Caritas ambrosiana don Roberto Davanzo – si crea un tappo che mette sotto pressione l’intero sistema e rischia di farlo saltare». E quindi, secondo il direttore, o si permette il passaggio dei migranti negli altri Paesi europei o bisogna identificare chi arriva e aumentare i posti per accogliere i richiedenti asilo. I posti sono passati da seimila a 25 mila ma si tratta comunque della metà delle richieste di asilo arrivate lo scorso anno. A Milano la consegna alla Croce Rossa del centro di accoglienza per i richiedenti asilo di via Corelli oggi (con 200 posti più altri 100 recuperati dal Cie) è un aiuto importante, che permetterà di spostare da domani mattina i rifugiati che si trovano in stazione Centrale. E la fondazione Memoriale della Shoah – che ha restaurato gli spazi sottostanti la stazione Centrale da cui partivano per i campi di concentramento i vagoni ferrati con i deportati – ha fatto sapere al prefetto di essere disponibile ad ospitare per la notte trenta donne con bambini. Ma tutto ciò non può bastare. Lo ha dimostrato l’acquazzone che in mattinata si è abbattuto su Milano: sotto i portici della Centrale, al riparo dalla pioggia fittissima, è decisamente aumentato il numero di rifugiati. Da inizio giugno al centro di accoglienza di Bresso, gestito dalla Croce rossa, sono arrivate circa 600 persone. Nessuno oggi, ma non ci sono state nemmeno partenze. A Casa Suraya – ex convento gestito dalla cooperativa legata alla Caritas Farsi prossimo – si trovano 110 ospiti anche se la capienza è di cento. «E – ha spiegato la presidente della cooperativa Annamaria Lodi – preferiremmo non dover arrivare al punto di mettere le brandine anche lungo i corridoi». Delle persone presenti solo una mamma con due figlie ha detto di voler chiedere asilo in Italia. Gli altri vorrebbero tutti andare in altri Paesi. «Malgrado le criticità Milano sta rispondendo in modo adeguato per la dignità dei più poveri e per la sicurezza dei milanesi. Certo – ha osservato don Davanzo – lo scontro ideologico che fa dei migranti argomento elettorale molto sensibile indebolisce la capacità di intervento che potrebbe essere più significativa».

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