| categoria: sanità

L’86% dei giovani farmacisti alle prese con la crisi occupazionale

L’86,5% dei giovani farmacisti ritiene che vi sia un problema di collocazione professionale: un dato doppio rispetto a quello rilevato nel 2006. Una professione, insomma, che ha ben chiari gli effetti della crisi economica sul piano occupazionale, ma che è pronta a evolvere e formarsi in vista di nuovi possibili sbocchi e a sfruttare al massimo le possibilità offerte dall’uso di Internet. Questo il ritratto dei farmacisti, in particolare i più giovani, emerso dalla presentazione dell’iniziativa Farma Lavoro. L’iniziativa è stata promossa dalla Federazione degli Ordini dei farmacisti italiani e dalla Fondazione Cannavò, come una prima risposta ai problemi occupazionali della categoria. «Da tempo – ha detto il vicepresidente della Fofi, Luigi D’Ambrosio Lettieri – la Federazione ha segnalato come anche nella nostra professione, e nel comparto del farmaco in generale, si avverta l’effetto della crisi economica. Da almeno un triennio avvertiamo il costante aumento delle difficoltà dei ‘nostri’ giovani nel trovare una collocazione e, parallelamente, il venir meno della loro fiducia. Pesano la difficoltà a trovare un primo impiego adeguato al percorso di studi, ma anche le insoddisfazioni per il trattamento economico e la precarietà, e la percezione che la professione sia oggetto di uno svilimento». Nasce da quete esigenze la piattaforma Farma Lavoro (www.farmalavoro.it) per stabilire una comunicazione costante tra i professionisti che cercano occupazione e gli attori economici che possono avvalersi della loro opera, e per promuovere la conoscenza del profilo del laureato in farmacia e Ctf da parte di quegli operatori – dall’industria cosmetica a quella alimentare – che potrebbero trovare nel farmacista un collaboratore prezioso. Uno strumento, infine, che possa orientare il farmacista nella scelta delle occasioni di formazione post-laurea più adeguate alle richieste non tanto del mercato, quanto proprio dell’evoluzione del concetto di salute e di benessere: dalla pharmaceutical care alla nutraceutica. E per tarare anche lo sviluppo della piattaforma, la Federazione ha commissionato alla Fondazione Censis una ricerca su un campione di oltre 500 farmacisti iscritti agli Ordini con meno di 45 anni e non titolari o soci di farmacia. L’indagine ha confermato le tendenze negative, ma anche gli elementi positivi che caratterizzarono l’atteggiamento dei farmacisti in questa congiuntura. «Dal confronto con i dati ottenuti nell’indagine Censis-Fofi condotta nel 2006 – dice Concetta Maria Vaccaro, responsabile Welfare e salute della Fondazione Censis – risulta un incremento della consapevolezza che la crisi economica stia incidendo in modo sensibile sulle prospettive occupazionali. Lo prova per esempio il fatto che l’86,5% dei giovani farmacisti intervistati ritiene che vi sia un problema di collocazione professionale (circa il doppio rispetto al dato precedente) e che sia aumentata anche la percentuale di chi si dichiara pentito della scelta della facoltà di Farmacia, passata dal 25% al 37,4%». «Ma è altrettanto evidente che non si tratta soltanto degli effetti della crisi, ma anche di dinamiche interne alla professione del farmacista, come sottolinea la metà degli intervistati. In questo quadro va però segnalato che questo segmento della categoria, quello fino a 44 anni di età, ha un atteggiamento in larga misura proattivo. Emerge – aggiunge Vaccaro – dalla diffusa conoscenza delle possibilità di accedere a nuove posizioni nel mondo del lavoro, così come dall’importanza attribuita alla formazione post-laurea. Nella ricerca di lavoro, un ruolo fondamentale è assunto da Internet, utilizzato per la ricerca di un lavoro nell’ultimo anno dal 62,8%». «Non stupisce quindi che due intervistati su tre pensino che la piattaforma Farma Lavoro possa rappresentare uno strumento di indubbia utilità per migliorare l’incontro tra domanda ed offerta di lavoro, in un contesto dove le opportunità di collocazione professionale dei farmacisti appaiono in evidente trasformazione», conclude

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