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Migranti, Cameron appoggia Renzi. E l’Ungheria costruisce un muro al confine con Serbia

Il premier britannico, David Cameron, ha detto che per fermare il traffico dei migranti dalla sponda sud del Mediterraneo serve “un approccio globale” e che il Regno Unito metterà a disposizione dell’Italia “uomini e risorse” per collaborare con i servizi segreti italiani in Sicilia.

Intervenuto dopo un bilaterale a Expo 2015 con il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, Cameron ha affermato: “C’è bisogno di un approccio globale, ci vuole un nuovo governo in Libia che dia la caccia alle gang criminali, un approccio globale per lavorare con voi, con i vostri servizi di intelligence in Sicilia, dove noi metteremo gente e risorse per cercare di rompere il collegamento” fra immigrati e scafisti.

A margine dell’incontro, Renzi ha dichiarato che con il Regno Unito “c’è condivisione” sul fatto che quello dei migranti “non è un problema solo italiano. Ci sono posizioni anche diverse sulle scelte da adottare e che adotteremo nel prossimo Consiglio europeo. Le modalità con le quali affronteremo questo tema sono oggetto di discussione in queste ore partendo dalla prima necessità che è affrontare il problema in africa”. Il capo del governo ha infine sottolineato che “c’è convergenza con Cameron” sul fatto che “l’Africa non sia considerata un continente di ‘serie b’ dalla comunità internazionale”.

Contestualmente, in una lettera congiunta, i ministri degli Esteri di Italia, Francia e Germania, inviata all’Alto Commissario per gli Affari europei, Federica Mogherini, propongono una “politica della migrazione esterna più attiva e inclusiva”.

Intanto, l’Ungheria fa sapere che presto costruirà una recinzione alta 4 metri lungo l’intero il confine con la Serbia per arginare il flusso di immigrati clandestini. Lo annuncia il ministro degli Esteri, Peter Szijjarto.

“L’immigrazione è uno dei problemi più gravi per l’Unione europea di oggi”, ha detto Szijjarto durante una conferenza stampa. “I paesi dell’Ue cercano una soluzione … ma l’Ungheria non può permettersi di aspettare più a lungo. Stiamo parlando di un tratto di confine lungo 175 km (110 miglia), la cui chiusura fisica potrà essere realizzata con una recinzione alta quattro metri. Il ministro dell’Interno ha ricevuto l’ordine di costruirla”.
La scorsa settimana il premier conservatore ungherese Viktor Orban aveva annunciato che avrebbe chiuso il confine per limitare l’accesso degli immigrati e dei richidenti asilo nel paese. Nel 2014 l’Ungheria ha accolto più rifugiati pro capite di qualsiasi altro paese Ue, Svezia esclusa: più di 43mila dai 2mila del 2012.
“I lavori preparatori per la chiusura devono essere terminati entro mercoledì prossimo”, ha sottolineato il ministro degli Esteri, aggiungendo che “naturalmente informeremo i nostri colleghi serbi sui dettagli” in una riunione prevista per il 1° luglio. Szijjarto ha aggiunto che la barriera non violerà alcun accordo internazionale, annunciando che il governo terrà incontri di alto livello con la Serbia per discutere il progetto. Secondo l’ufficio immigrazione ungherese, quest’anno circa 57mila persone sono entrate illegalmente nel Paese, poco più delle 43mila di tutto lo scorso anno. Tra loro molti afghani, siriani e pakistani.
Più a sud, la Bulgaria ha già fatto qualcosa di analogo, costruendo una barriera lungo il confine con la Turchia, con lo stesso obiettivo. Il governo è stato più volte oggetto di polemiche, dentro e fuori il suo Paese, per l’approccio nei confronti dei migranti. Tra i vari motivi, la dichiarazione di Orban che ha definito i piani del blocco europeo per gestire i flussi “al confine con la follia”.

Per quanto riguarda invece il rispetto da parte dell’Italia degli accordi di Schengen la Questura di Udine ha comunicato che “e’ destituita da ogni fondamento” l’ipotesi di un ripristino delle frontiere e la sospensione di Schengen al confine italo-austriaco di Tarvisio, scelte che non competono alle autorita’ provinciali di pubblica sicurezza”. La notizia sarebbe stata diffusa da numerosi siti web. “Da oggi – ha precisato la Questura – e’ partito solo un rafforzamento dei controlli al valico italo-austriaco, resi ancor piu’ capillari e serrati lungo le reti autostradali e ferroviaria, grazie anche ai rinforzi inviati dal dipartimento di pubblica sicurezza come effetto dell’incontro tenutosi la scorsa settimana a Roma con il capo della Polizia. Sono operativi una ventina di uomini in piu’ da oggi fino a che saranno cessate le esigenze”.

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