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Enciclica, plauso Obama, dal Papa un messaggio potente

Il plauso di Barack Obama, che parla di «messaggio potente» del Pontefice, e il dissenso della destra americana che non accetta la scelta di Bergoglio di porre la necessita’ della lotta ai cambiamenti climatici sul piano morale. L’Enciclica papale divide Washington e fa discutere i cattolici repubblicani, a tre mesi dalla visita di Papa Francesco negli Stati Uniti. Il presidente americano non nasconde, come gia’ ha avuto modo di dire numerose volte, la sua piena sintonia con il nuovo corso del Vaticano: «Ammiro profondamente la decisione di Sua Santita’ di sollevare con chiarezza, potenza e con l’autorità morale che deriva dalla sua posizione la necessita’ di un’azione globale sui cambiamenti climatici», afferma Obama in una nota, sottolineando come il tema dell’ambiente sara’ uno dei temi centrali che affrontera’ con il Pontefice quando lo ricevera’ alla Casa Bianca il prossimo 23 settembre. «Come ha così eloquentemente affermato il Papa – prosegue il presidente Usa – abbiamo la profonda responsabilità di proteggere i nostri figli e i figli dei nostri figli dagli impatti dannosi dei cambiamenti climatici». «E credo – aggiunge Obama – che gli Stati Uniti debbano essere tra i leader di questi sforzi. Ed è per questo che mi sono impegnato ad intraprendere coraggiose azioni nel mio Paese e all’estero per tagliare le emissioni di monossido di carbonio, aumentare l’energia pulita e l’efficienza energetica e incoraggiare una gestione responsabile delle risorse naturali», sottolinea l’inquilino della Casa Bianca, forte soprattutto dello storico accordo sul taglio delle emissioni raggiunto con la Cina. «Dobbiamo anche proteggere i poveri del mondo – aggiunge Obama, anche qui in piena sintonia con Papa Francesco – che di meno hanno contribuito a questa crisi ambientale incombente. E sono coloro che rischiano di perdere di più, se non riusciamo a evitarla». Non la pensa cosi’ la gran parte dei repubblicani, irremovibili su una posizione meno allarmistica. E se i piu’ quotati candidati alla Casa Bianca – Jeb Bush e Marco Rubio, entrambi cattolici – hanno esplicitamente invitato la Chiesa a non dettare la linea su un tema cosi’ delicato come quello delle politiche ambientali e dello sviluppo, anche i repubblicani in Congresso fanno la voce grossa. «Mi dispiace, e’ una questione politica», dice Rob Bishops, deputato dello Utah che presiede la Commissione per le risorse naturali alla Camera dei rappresentanti del Congresso Usa. «La gran parte della gente – aggiunge – ha preso posizione su questo tema, quindi altra retorica non aggiunge un granché». Sulla stessa lunghezza d’onda il senatore James Inhofe dell’Oklahoma, presidente della commissione Ambiente del Senato, che si dice in disaccordo «con la filosofia del Papa sul riscaldamento globale» e mette in guardia dall’uso dell’enciclica papale a fini strumentali da parte dei cosiddetti «allarmisti». Quelli che spingono per politiche che – affermano i repubblicani – portano ad un aumento delle tasse e gravano sui piu’ poveri. Si distanzia dal coro repubblicano il potente speaker della Camera, John Boehner, difendendo «il diritto del Papa a esprimersi su importanti questioni».

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