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Rom, Alfano: “Espellere i nomadi che non sottoscrivono un patto con lo Stato”

A Maroni vorrei dire che non ho avocato a Palazzo Chigi alcuna gestione della questione immigrazione, dal momento che il ministro Alfano sta lavorando e ha lavorato meglio dei suoi predecessori». Matteo Renzi risponde così al governatore della Lombardia che nel pomeriggio aveva affermato di aver ricevuto dallo stesso premier una telefonata con cui prendeva in carico la questione immigrati. Maroni aveva sottolineato «bene, perchè il ministro dell’Interno ha dimostrato di non essere in grado di gestirla». Il presidente del Consiglio, quindi, sgombra il campo dagli equivoci e spiega di aver dato disponibilità «ad incontrare le Regioni», sottolineando che «su questo tema si dovrebbe smettere di litigare e fare polemica e invece collaborare. Al lavoro, spero insieme, in una battaglia che vede l’Italia, tutta intera, impegnata su una sfida di portata storica». Angelino Alfano oggi è tornato sull’ accordo annunciato con l’ Anci per smantellare i campi nomadi irregolari. «Noi dovremo buttare fuori, espellere dal territorio nazionale tutti quei Rom che non vorranno sottoscrivere un patto con lo Stato italiano». Mentre Franca Biondelli, sottosegretario al Lavoro e alle politiche sociali, critica «un linguaggio politico impregnato di pregiudizi e stereotipi nei confronti delle comunità Rom, Sinti e Caminanti». «Noi faremo in modo – spiega Alfano – che quelli che vorranno partecipare a un programma di assegnazione di luoghi più civili nei quali vivere, dovranno appunto sottoscrivere un patto con lo Stato, per emergere dalla situazione in cui molti di loro si trovano. Chi non lo vorrà fare, oltre ad abbandonare comunque i campi rom, dovrà essere espulso. Noi rispetteremo tutte le leggi, ma pretenderemo altrettanto da parte loro». I cittadini, aggiunge, «sono stanchi, non ne possono più. Quindi questi campi li dobbiamo assolutamente chiudere. Per farlo metteremo in campo tutta la forza dello Stato e anche le risorse necessarie». Il sottosegretario Biondelli annuncia «a breve la prima indagine nazionale sul numero e la condizione degli insediamenti, autorizzati e spontanei, di Rom, Sinti e Caminanti, che ha coinvolto tutti i Comuni italiani al di sopra dei 15.000 abitanti. Un’indagine dalla quale si evince, tra l’altro, che gli insediamenti precari e marginali sono più limitati di quanto si pensi e riguardano soprattutto i grandi centri urbani». La Lega, naturalmente, non vuole farsi sorpassare a destra da Alfano «La nostra posizione – dice l’assessore al Bilancio della Regione Lombardia, Massimo Garavaglia – è che sui campi rom bisogna andare con le ruspe: sono un abuso e come tale bisogna agire». Il governatore lombardo Roberto Maroni plaude al «ravvedimento operoso del ministro Alfano, ma a condizione che i Rom non vengano messi nelle case Aler scavalcando le graduatorie». Il sindaco di Padova Massimo Bitonci si chiede se quello del titolare del Viminale «sia solo un tentativo di recuperare quel consenso che l’esecutivo sta perdendo giorno dopo giorno. A Padova abbiamo numerosi campi da chiudere. La gran parte, tuttavia, sono abitati da sinti o rom di nazionalità italiana. Come pensa di espellerli, qualora non rispettassero il suo patto, se non è in grado nemmeno di rimpatriare i clandestini pluripregiudicati che invadono le nostre città?». I radicali Riccardo Magi e Alessandro Capriccioli mettono in guardia il ministro, le cui dichiarazioni, attaccano, «oltre a denotare una certa confusione sull’argomento, prefigurano già sanzioni da parte dell’Europa. Alfano – aggiungono – sembra ignorare che una buona metà dei rom che vivono sul nostro territorio hanno la cittadinanza italiana, di tal che le paventate espulsioni altro non sono che parole completamente prive di senso»

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