| categoria: sanità Lazio

IDI/ In autunno le decisioni dei Pm sugli indagati per il dissesto

Sono previste per il prossimo autunno le decisioni della procura di Roma sui 40 indagati coinvolti nell’inchiesta sul dissesto della «Provincia Italiana della Congregazione dei Figli dell’Immacolata Concezione» (Picfic), ente religioso a cui fa capo il comparto «IDI Sanità» (comprensivo dell’Istituto Dermopatico dell’Immacolata – IDI, dell’Ospedale S. Carlo di Nancy e della Clinica Villa Paola). Nello scorso mese di marzo il procuratore aggiunto Nello Rossi ed il sostituto Giuseppe Cascini hanno chiuso le indagini e notificato il relativo avviso agli indagati. Si tratta dell’attività che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio, ma fino ad allora i soggetti coinvolti hanno tempo per chiedere di essere interrogati o per depositare note e memorie. Secondo quanto accertato dal nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza e dai magistrati, le casse dell’Idi sarebbero state saccheggiate attraverso una sistematica attività di spoliazione di risorse. Un passivo patrimoniale pari a circa 845 milioni di euro, distrazioni di disponibilità per oltre 82 milioni di euro, un indebito utilizzo di fondi pubblici per oltre 6 milioni ed un’evasione fiscale di oltre 450 milioni di euro. Questo è emerso dall’inchiesta. I reati contestati, a seconda delle posizioni, vanno dalla bancarotta fraudolenta all’emissione e utilizzo di fatture false, dall’occultamento di scritture contabili all’appropriazione indebita. I capi di imputazione sono 144 ed i fatti presi in esame sono compresi nel periodo 2007-2012. I principali indagati sono padre Franco Decaminada, all’epoca dei fatti consigliere delegato dell’Idi già incaricato della gestione del comparto sanità fino al dicembre 2011, Domenico Temperini, ex amministratore di Idi-Farmaceutici nonchè direttore generale pro-tempore di Idi-Sanità, e Antonio Nicolella, imprenditore. Tutti furono arrestati nell’aprile del 2013. Le indagini delle fiamme gialle sulle dinamiche gestionali della Picfic hanno consentito di verificare un forte stato di decozione delle strutture sanitarie ed una marcata esposizione debitoria, la quale ha comportato, nel maggio 2013, il commissariamento dell’Ente e la sua ammissione alla procedura di amministrazione straordinaria, con dichiarazione dello stato di insolvenza.

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