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Sabaudia ripiega la bandiera blu? Campanello d’allarme, il lago di Paola non respira più

di Giulio Terzi
Allarme rosso a Sabaudia, il lago di Paola non respira più e le sue acque sporche e nere, quando si alza la paratoia del canale che consente il ricambio di acqua marina, finiscono in mare. Sulle dune c’è stata la rivolta, alcuni giorni fa, i villeggianti non hanno gradito e si sono fatti sentire. Addio spiaggia di sogno e acqua cristallina, i bagnanti nei giorni scorsi si sono trovati di fronte ad un mare torbido, scuro per almeno cento metri dalla battigia, e in alcuni momenti addirittura con un imbarazzante odore di zolfo. Addio alla immagine scintillante e rassicurante di Sabaudia perla del Pontino. L’evoluzione del quadro meteorologico ci ha messo una pezza, dopo 24-36 di passione la situazione è tornata ad una certa normalità, le acque davanti al bagnasciuga sono tornate limpide e pulite. Ma la sensazione di panico, l’onda lunga della preoccupazione e della paura è arrivata lontano, sulle dune. I gestori degli impianti balneari hanno assediato il sindaco ottenendo un intervento tampone che ha stoppato l’emergenza ma non ha risolto il problema che in sintesi è questo: il lago di Paola è fortemente malato, non ha avuto manutenzione, non si sono puliti i fondali, le alghe nere hanno preso il sopravvento e bruciato il poco ossigeno rimasto, il bacino è praticamente agonizzante. Ilo gioco della marea non basta più se non si provvede a dragare il fondale.Un’ondata di maltempo – come è accaduto nei giorni scorsoi- smuove quelle acque interne, smuove i fondali portando in superfice tutto quel che di peggio c’è: le acque del lago si fanno scure e quando il Comune apre le paratie di collegamento con il mare tutto quel nero finisce davanti alla spiaggia, terrorizzando giustamente i bagnanti e facendo imbufalire i gestori. E pensare che Sabaudia ha avuto come gli anni scorsi la prestigiosa bandiera blu. Il sindaco Lucci è sulle spine, tra l’incudine e il martello. A chi spetta intervenire? Le sponde del lago sono private, il lago nel suo complesso è cosa pubblica, la salute e il benessere della popolazione, la salubrità dei luoghi è di stretta competenza del Comune, quindi del sindaco. Che per agire dovrebbe tuttavia scontentare troppi soggetti privati, dovrebbe turbare troppi equilibri. E’ un problema serio, i laghi limitrofi non hanno lo stesso problema, è Sabaudia la pietra dello scandalo. Anni di disinteresse, di polemiche sterili e interessate mentre gli scarichi delle ville e del borgo continuavano a intossicare il Lago. Per essere una realtà protetta, incastonata nel Parco Nazionale, interdetta alla navigazione (e pensare che invece le barche contribuivano a creare movimento, a creare ossigeno) che presenta anche troppi problemi ambientali. E guai a farlo sapere fuori dai confini pontini, chi se la prende la responsabilità di interrompere la consuetudine di tante nazionali di canottaggio che approfittano delle strutture del lago di Paola per gli allenamenti? La cosa interessa meno la comunità dei vip, il club esclusivo delle ville ha altre risorse. I villeggianti comuni, però, quelli che affittano gli appartamenti e che si trascinano sdraio, ombrelloni e bambini, possono decidere di non tornare. E magari è quello che vuole l’Amministrazione

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