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EXPO/ Intesa tra Italia e Francia su alimentare sicuro

Non esistono «tensioni» tra Italia e Francia. Anzi, i rapporti «sono eccellenti». Lo hanno sottolineato a più riprese Matteo Renzi e Francois Hollande, che nella giornata dedicata alla Francia, a Expo non solo si sono abbracciati, sono stati insieme a pranzo, hanno visitato i rispettivi padiglioni e mangiato baguette, ma hanno anche colto l’occasione per rafforzare i rapporti per quanto riguarda l’agricoltura: i ministri dell’Agricoltura, Maurizio Martina e Stephan Le Foll, hanno firmato una dichiarazione congiunta in tema di sicurezza alimentare e lotta ai cambiamenti climatici. Si tratta di un documento che, su iniziativa francese, vincola Italia e Francia a rispettare determinati parametri nelle coltivazioni agricole per quanto riguarda le produzioni in serra e il contenimento delle emissioni di Co2. Inoltre Italia e Francia chiedono congiuntamente agli Stati che stanno lavorando al dossier di Cop 21 (l’appuntamento internazionale sul cambiamento climatico che si terrà a fine anno a Parigi) di insistere su azioni e misure per la riduzione dei gas serra in agricoltura, per favorire buone pratiche di sostenibilità alimentare. Si propongono, in altre parole, come modelli d’avanguardia e si impegnano a sollecitare anche gli altri Paesi affinché adottino modelli analoghi. «Il documento firmato oggi – ha detto Martina – è un richiamo al nesso tra agricoltura e ambiente e alle nuove sfide agricole. Firmare a questo atto dimostra l’importanza diplomatica di Expo, perché questo documento rappresenta un’appendice alla Carta di Milano», il documento-simbolo di Expo Milano 2015. In tema di alimentare sicuro, l’agricoltura può dare molto. Ottenendo effetti benefici sul clima. «Ci sono due grandi sfide davanti a noi, nutrizione ed energia – ha detto il ministro Le Foll -. I nostri due Paesi, così vicini non solo geograficamente, si propongono di dare insieme un messaggio ambizioso, anche in nome della fratellanza che ci lega». Martina e Le Foll chiedono a tutti gli Stati di «lavorare nella lotta contro il cambiamento climatico, la fame e la malnutrizione, tramite metodi agricoli che permettano di aumentare la produzione e nello stesso tempo di ridurre le emissioni di gas a effetto serra, promuovendo politiche volte a proteggere i suoli e ad aumentare il loro contenuto di CO2. L’obiettivo è di far crescere il contenuto in sostanza organica dei suoli del 4X1000. Consentirebbe di aumentare lo stoccaggio del biossido di carbonio, e dunque di lottare contro il cambiamento climatico, e nello stesso tempo verrebbe accresciuta la fertilità dei suoli grazie all’adozione di metodi di lavoro più rispettosi dell’ambiente e dei luoghi. I due ministri puntano poi a un rafforzamento delle politiche globali a sostegno dell’agricoltura dei Paesi poveri. Propongono al riguardo che sia dedicato a loro gran parte sia del »Fondo verde« (il Fondo che riunirà i contributi degli Stati più ricchi del pianeta per finanziare la transizione energetica di quelli poveri), sia del Fondo d’Adattamento, il fondo che prevede l’erogazione di 100 miliardi di dollari a partire dal 2020).

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