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MUSICA/ Con Manu Chao show e cultura sulle vette della Sila

Meditazioni, yoga, passeggiate. Escursioni, trekking, colazione con prodotti tipici. Reading di poesia, incontri letterari e, soprattutto, musica dal vivo di qualità. Il tutto, a circa 1700 metri di quota in un contesto unico sull’altipiano pià esteso d’Europa. Sono gli ingredienti di ‘La Sila suona bee’, il festival di ‘musica e natura’ organizzato tra luglio e settembre da Archimedia con Piano B che quest’anno con Manu Chao a Alessandro Mannarino si propone come evento non solo per la Calabria ma per tutta l’Italia. Il festival, unico nel suo genere, si svolge in cima a Monte Curcio, la vetta in provincia di Cosenza al centro dei 150.000 ettari del parco nazionale della Sila, tra i primi 5 nati in Italia, vetta incontaminata con un patrimonio floristico e faunistico di grande valore. In questa cornice, le caratteristiche di ‘Sila suona bee’ sono conseguenti: grazie alla scelta di una formula a minor impatto ambientale possibile, non è previsto l’uso di luci e fari di scena. L’amplificazione degli strumenti viene mantenuta nel rispetto ambientale e agli artisti viene chiesto l’impiego di strumenti legati al territorio la cui sonorità è spesso esaltata dalle versioni acustiche (organetto, chitarra battente, zampogne). Inoltre, al concerto ‘in quota’ si prende parte grazie all’uso degli impianti di risalita. A raccogliere l’invito ques’tanno sono, appunto, Manu Chao e Alessandro Mannarino che si esibiranno, rispettivamente, il 25 luglio a Molarotta e il 13 monte Curcio. Nella passata edizione, in cui si è esibito Vinicio Capossella, ‘Sila suona bee’ ha registrato la partecipazione di 2000 persone di tutte le età: ragazzi, adulti e famiglie con bambini (pari al 50% in più dei flussi registrati in altre giornate di attività simili o nella stagione invernale nelle stesse zone). Lo scopo degli organizzatori, infatti, va oltre il singolo evento ma spaziano dall’attrazione culturale, la diffusione della conoscenza del patrimonio artistico/naturalistico dell’altopiano Silano, coinvolgere tutto il territorio a partire da associazioni, esperti, docenti dell’Università della Calabria (con visite e laboratori sulle piante e i minerali autoctoni del Parco), diffondere l’educazione ambientale, la sostenibilità e la fruizione dei luoghi e il rispetto per la natura, sostenere il territorio ed il suo indotto economico (anche con promozione dei prodotti enogastronomici e dell’artigianato locale) Per questo il Festival è costituito da vari elementi, il cui equilibrio si basa su una formula originale che coniuga culturale e ambiente in cui artisti, diversi per origine e formazione, mettono a confronto la loro esperienza professionale e umana e la loro energia, vera ricchezza per il territorio. L’obiettivo, appunto, è la riscoperta e la fruizione del territorio grazie ad un turismo culturale già avviato sul territorio calabrese.

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