| categoria: politica

Squinzi lancia la riforma del welfare. La proposta è in mano a Renzi

Confindustria chiede di rivedere tutto il sistema di welfare, a partire da ammortizzatori sociali, politiche attive, servizi del lavoro, formazione. Con vista sulle pensioni e con un’idea precisa: creare una base diversa per impiantarvi i nuovi contratti di lavoro nazionali. Una proposta concreta «è già stata inoltrata» al presidente del Consiglio e si spera in «un confronto a breve con tutte le parti interessate», spiega il presidente degli industriali Giorgio Squinzi. E lo fa da un palco non casuale: l’assemblea a Milano di Federchimica, della quale è stato a capo rafforzando un sistema di relazioni industriali che non ha mai escluso nessuno, nemmeno la Cgil quando in diversi glielo chiesero. Adesso non vuole tirare per la giacchetta Renzi, ma lo stesso settore chimico, quello alimentare e soprattutto la meccanica devono rinnovare i contratti nazionali. L’attuale presidente di Federchimica, Cesare Puccioni, dice che il Ccnl ha senso di esistere solo se utile e l’idea di Confindustria è quella di replicare il modello di questo comparto a livello generale, con una contrattazione basata non solo sui salari ma anche sul welfare, con fondi dedicati per sanità e assistenza. «La democrazia non è gratis, ha costi e responsabilità per tutti»: dopo l’accordo sulla rappresentanza «sarebbe utile lavorare in sintonia per aggiungere quello che ancora manca» completando «il quadro delle nostre relazioni sindacali» per «mettere ordine nelle regole della contrattazione e accompagnare la stagione dei rinnovi che è ormai alle porte», spiega Squinzi. Ma per un nuovo sistema di welfare molto passa dalla Sanità e secondo il presidente di Confindustria «i consueti tagli alla componente privata del sistema non fanno che mettere a repentaglio un asset fondamentale dell’economia e non danno nulla in termini di efficienza ed equità di accesso alle cure». «Analogamente dobbiamo affrontare il secondo pilastro previdenziale», attendendo di «capire dal Governo i suoi orientamenti in tema di pensioni: il tema della salute è di capitale importanza, con la sostenibilità del nostro modello sociale che passerà necessariamente dalla rivisitazione del sistema di welfare».Perchè, ribadisce Squinzi, «questo sistema di welfare non è più sostenibile: se non troviamo una crescita del 2% annuo avremo presto dei grossi problemi, compreso il rischio del default dello stesso Inps». «Noi siamo pronti con le nostre proposte: sono convinto che si possa, anche rapidamente, trovare quella sintonia di fondo che permetterebbe di definire una intesa di rilevante portata», conclude Squinzi.

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