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IL COMMENTO/ L’estremo escamotage, la supersquadra per salvare Roma

Non è una invenzione dei giornalisti, purtroppo, qualcuno ci ha pensato sul serio, una supersquadra di personaggi autorevoli per salvare la capitale affossata da Marino. Che stupidaggine, come se bastasse mettere in campo una formazione di stelle del calcio per vincere lo scudetto. Non è così automatico, è ovvio. E la amministrazione di una città è un po’ più complicata di un campionato di calcio. Eppure ci si sono misurati in tanti, argomentando, facendo ipotesi, gettando sul tavolo qualche nome. Modesto. Avessero pensato di schierare i campioni, le vecchie glorie cariche di esperienza e carisma, forse la piazza politica e mediatica romana si sarebbe scaldata. Perché no, un triunvirato di vecchi sindaci, Rutelli-Veltroni con l’appoggio di Tocci, con alle spalle qualche mostro sacro della politica disposto a tornare in campo. E poi uomini rappresentativi della città nello sport, nella cultura, nello spettacolo. Una sorta di comitato di salute pubblica, talmente autorevole da prendere a calci il piano trasposti dell’assessore alla mobilità uscente, Improta perché irricevibile (nessuno ha osato dire pubblicamente che si tratta di una enorme sciocchezza) e da accompagnare alla porta un sindaco impresentabile come Marino. Niente da fare, non funziona. Il futuro ci riserva il commissario Gabrielli. Poi, forse, un sindaco grillino.

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24 giugno 2015

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“Sì alla super giunta, la squadra dei migliori per salvare la città”
Per Ignazio Marino è l’ultima chiamata, l’arma finale per “uscire dall’angolo a testa alta”, per “rilanciare” la sua azione. L’ipotesi di una “supergiunta”, di una “squadra dei migliori che senza steccati tiri fuori Roma dalla melma”, avanzata ieri dalle colonne di Repubblica, trova d’accordo (con posizioni più o meno sfumate) politici, intellettuali, parti sociali e forze produttive della città.

L’appello ad aprirsi, a “non rinchiudersi nella propria cerchia” viene raccolto da Francesco Rutelli, ex sindaco della capitale: “È indubbiamente un momento difficile dopo la “scomunica” di Matteo Renzi, con una difficoltà crescente della città e con appuntamenti importanti in arrivo. La strada è quella di una “chiamata” a una serie i personalità di primissimo piano affinché si faccia ciò che serve: un eccezionale lavoro di manutenzione della città. E questa “chiamata”, la può fare solo Marino. È l’utimo spiraglio”.

“Stiamo parlando della capitale del Paese – gli fa eco Walter Verini, parlamentare Pd ed ex braccio destro di Walter Veltroni – e per questo bisogna unire gli sforzi, locali e nazionali, perché Roma, oggi in ginocchio, si risollevi. Marino, davanti ai bisogni quotidiani della città, dovrebbe umilmente fare un appello alle migliori energie della città: cultura, volontariato, economia, ricerca, università, e a loro chiedere un supporto operativo. Una capitale malata come Roma non ha bisogno solo di un chirurgo ma di un direttore sanitario e di medici di altissima specializzazione”.

Secondo l’ex assessore Marco Causi, “non è solo questione di posizioni politiche ma c’è un tema rilevante di rafforzamento delle strutture tecniche del comune. E c’è bisogno di un forte accordo con il governo. Perché anche il più bravo assessore non può ottenere i risultati attesi se non ha uffici tecnici di altissimo livello e strumenti normativi che differenzino Roma dagli altri comuni”.

Nell’idea di un allargamento a forze fuori dagli schieramenti, dall’altra parte dello steccato, Umberto Croppi, assessore con Gianni Alemanno, invita Marino a “un salto di qualità, come già provò a fare a dicembre. Io non ho fatto mancare, in forma marginale, la mia collaborazione”.

Tra i politici, però, c’è anche chi è convinto che ormai “siamo fuori tempo massimo”. È la posizione del renziano Michele Anzaldi: “La supergiunta era il nostro sogno, quello che il premier aveva promosso. Ma ora? Dopo le dimissioni di Bernabè, dopo gli addii annunciati di Improta e Scozzese? Doveva essere l’extrema ratio. Ora mi pare complicato”.

Nel resto della città, tra le forze produttive, Maurizio Stirpe, presidente di Unindustria, di dice preoccupato soprattutto perché rischia di nascere male l’appuntamento del Giubileo e di sfumare quello delle Olimpiadi. E anche Claudio Di Berardino, segretario regionale della Cgil, è pessimista: “La spinta propulsiva si è esaurita. O si cambia, con una scossa, affidando il governo di questa città a personalità all’altezza di questa sfida oppure è difficile andare

avanti”.

Lo psichiatra, politico e intellettuale Luigi Cancrini, invece suggerisce “un grande rilancio su obiettivi di ampio respiro, attraverso anche l’aiuto di un gruppo di persone che affianchi Marino. Quando è arrivato si è trovato difronte a una situazione inaccettabile, scontrandosi con resistenze fortissime che hanno rallentato la soluzione dei problemi quotidiani. Riportare la legalità è un compito che ha bisogno di tempo

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