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Basket, Sassari campione d’Italia

La Dinamo Sassari vince il primo scudetto della propria storia. I ragazzi di coach Meo Sacchetti riescono a violare il campo di Reggio Emilia per 75-73 in gara-7, quella decisiva per il tricolore. E’ grande festa per il Banco di Sardegna, che chiude così una stagione straordinaria centrando il ‘Triplete’ dopo la vittoria della Supercoppa e della Coppa Italia.
E pensare che il primo quarto era finito 21-4 per Reggio Emilia. I padroni di casa non hanno sbagliato niente, mentre i sardi erano molli in difesa e senza precisione in attacco. Il quintetto iniziale scelto da Menetti era formato da Silins, Cinciarini, Kaukenas, Polonara, Chikoko, che ha segnato i primi punti per Reggio Emilia. Sacchetti ha scelto Sanders, Dyson, Logan, Kadji, Lawal, ma non funziona nulla per gli ospiti.
Nel secondo quarto però la musica cambia. Sassari attacca meglio e Reggio Emilia dopo nemmeno 3 minuti è già in bonus. La Dinamo, allora, sceglie di attaccare il canestro a va continuamente in lunetta, anche se Dyson e compagni non sono precisissimi. Eppure i sardi mettono il fiato sul collo a Reggio, che non riesce a segnare più. Poco prima dell’intervallo, risveglio dei padroni di casa con una grande tripla di Diener. Si va all’intervallo con il punteggio di 32-26.
Nel terzo quarto si segna di più e lo fa in particolar modo Sassari, che cambia subito musica con le triple di Dyson e Brooks. Reggio Emilia risponde con Cinciarini che è il primo dei giocatori in campo ad andare in doppia cifra. Sassari però alza il ritmo in difesa, grazie a un grande Sacchetti jr, e a tre minuti dal termine del terzo quarto si porta a -3 da Reggio. Finale di quarto nervoso: Sosa litiga con un tifoso che fa invasione (e viene accompagnato fuori) e si becca un inevitabile fallo tecnico: Polonara tira 4 tiri liberi senza sbagliarne uno e riporta Reggio Emilia sul 55 a 48 finale.
Sassari però ne ha ancora e non molla: lo fa con Logan assolutamente strepitoso con due triple da lontanissimo. Quando poi Reggio Emilia gestisce il vantaggio con Polonara e Kaukenas in grande forma, c’è Sanders che sotto canestro è devastante segnando canestri e subendo il fallo aggiuntivo. A 3′ dal termine gli ospiti si trovano per la prima volta in vantaggio grazie ad una penetrazione di Dyson, il quale con un canestro di tabella due minuti dal termine porta i suoi a +4. Dimezza lo svantaggio Kaukenas, mentre Diener nell’ultimo minuto ristabilisce la parità. A 10 secondi dal termine della gara Dyson guadagna due liberi e li realizza portando i suoi a + 2. Menetti organizza l’ultimo attacco, che però non va a segno e Sassari è così Campione d’Italia. Sanders alla fine viene premiato come Mvp.
Una stagione strepitosa per la Dinamo che compie il Triplete con Supercoppa, Coppa Italia e Scudetto. E’ il primo tricolore della storia per Sassari, che ha eliminato la favoritissima Olimpia Milano in semifinale ed è riuscita a vincere la gara decisiva in una serie iniziata male. Grande onore a Reggio Emilia, per aver schierato tantissimi italiani e aver lottato fino alla fine. Ma la festa è in Sardegna.
Gioia grande per coach Sacchetti: ”E’ stato difficile, soprattutto dopo il primo quarto, ma avevamo già dimostrato in passato di poter recuperare. Alla fine loro erano più preoccupati e titubanti ed è stato più facile”. Sacchetti hai ripercorso la trionfale stagione della Dinamo, chiusa con il Triplete: “E’ stata una stagione lunga, difficile e importante. Con molti problemi e infortuni, ma abbiamo vinto tre trofei e questo è importante. Non ci avrebbe creduto nessuno ma questo è uno sport bello e beffardo e quando capitano le occasioni vanno colte”. Sul giocatore e il momento chiave: “Sono stati diversi igiocatori importanti, ma Lawal ci ha dato qualcosa in più. Il momento chiave seconda partita a Trento nei play off, non la serie con Milano”. Parla poi il presidente Stefano Sardara: ”Era impensabile un risultato del genere. Complimenti a comunque a Reggio, società stupenda con un pubblico grandissimo, che ha combattuto fino alla fine. Questa serie è stato un grande spot per il basket italiano. Siamo l’araba fenice – ha aggiunto -, se non ci bruciamo non risorgiamo. Nel corso della stagione ho strigliato i ragazzi ed è servito. Il momento chiave della stagione è stato arrivare a giocare insieme e conoscersi meglio, da lì è nato il gruppo”.
Orgoglioso più che deluso coach Menetti: ”Purtroppo non sempre le favole sono a lieto fine. Anche oggi siamo stati sfortunati, avendo perso Silins e con Lavrinovic a mezzo servizio, non potevamo fare di più. Comunque non abbiamo rimpianti, siamo stati fantastici in una stagione poco fortunata. Fanno la differenza gli episodi, ce ne sono stati tanti che non sono venuti dalla nostra parte – ha aggiunto Menetti -. Di solito quando ci sono questi episodi le stagioni sono disastrose, invece noi siamo arrivati secondi. Abbiamo finito la stagione giocando il 60% delle partite con gli italiani e con tanti giovani, che dire? Lasciamo parlare gli altri”.

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