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Ramadan di sangue: attacchi in Tunisia, Francia, Kuwait. Strage di turisti: 38 morti


Terrore sulla spiaggia delle vacanze in Tunisia, in un venerdì di Ramadan segnato anche da sanguinosi attentati in Francia, Kuwait e Somalia. Tutti rivendicati o chiaramente identificabili. L’offensiva dell’estremismo islamico è impressionante e l’Isis dimostra una capacità organizzativa forse fin qui sottovalutata. Dopo la strage del Bardo, un altro colpo della Jihad a un settore trainante dell’economia tunisina. Uomini armati hanno attaccato la spiaggia di due resort di lusso a Sousse, nel golfo di Hammamet. Spari sulla spiaggia, scene di panico e turisti chiusi nelle camere dell’hotel Imperial Marhaba. Secondo il ministero della Salute di Tunisi, 38 persone sarebbero rimaste uccise: lo stesso ministero ha precisato che tra i morti ci sono stranieri di nazionalità britannica – la maggioranza (almeno cinque, secondo il governo di Londra) – tedesca, belga, francese. I feriti sono 36: tra questi quattro sono di nazionalità belga come riferisce il portavoce del ministero della Sanità tunisino, Chokri Nafti, precisando che alcuni di loro sono in condizioni critiche e il bilancio delle vittime potrebbe quindi aggravarsi ulteriormente. Uno degli attentatori è stato colpito a morte, un altro è stato arrestato. La cattura è avvenuta ad Akouda, località a pochi km da Sousse. Eseguiti altri fermi.
Secondo le autorità, l’assalto sarebbe stato condotto da almeno due terroristi, uno dei quali, armato di kalashnikov, è stato ucciso dalle forze di polizia in uno scontro a fuoco avvenuto sulla spiaggia. L’altro attentatore si è dato alla fuga ed è stato poi catturato. Secondo testimoni oculari, i due terroristi sarebbero arrivati via mare a bordo di un gommone e avrebbero fatto irruzione sulla spiaggia. A quel punto uno dei due, vestito come un qualsiasi bagnante, avrebbe aperto il fuoco con granate e nascondeva il kalashnikov sotto un ombrellone che aveva in mano. I terroristi sono poi entrati nella struttura e hanno inseguito i turisti in fuga fino alla piscina, risparmiando gli inservienti. Il terrorista ucciso è uno studente non conosciuto alle forze dell’ordine, originario di Kairouan, nel centro del Paese, una delle città sante dell’Islam e sede della più antica moschea del Maghreb. E in nottata è arrivata – sui social media – la rivendicazione della strage. In un comunicato diffuso da jihadisti su twitter si spiega che “un soldato del califfato ha potuto raggiungere l’obiettivo”, uccidendo circa 40 persone “per la maggior parte di stati dell’alleanza crociata che combatte lo stato del califfato”
Nei giorni scorsi lo Stato islamico aveva lanciato un appello ad aumentare gli attentati nel mese di Ramadan. Sempre l’Is aveva rivendicato anche il massacro nella moschea di Kuwait City.
Il presidente tunisino, Beji Caid Essebsi, ha dichiarato che la Tunisia non può rispondere agli attentati da sola: “Nello stesso giorno e nella stessa ora, sia la Francia che il Kuwait sono stati bersaglio di un attentato simile. E’ la prova che occorre una strategia globale e che tutti i paesi democratici devono unire le loro forze”. Il governo tunisino ha deciso un giro di vite laico contro i centri di predicazione dell’odio religioso. Saranno chiuse 80 moschee – al di fuori del controllo dello Stato – per incitamento alla violenza.

Solidarietà al presidente tunisino è stata espressa dal collega francese Francois Hollande. Gli hotel finiti nel mirino sono l’Hotel Riu Imperial Marhaba e il Port el Kantaoui. Tuttavia “Pensavamo fossero dei petardi, ma abbiamo capito velocemente quello che stava accadendo”, ha raccontato a Sky news un turista inglese, Gary Pine, presente sulla spiaggia di Sousse. I turisti si sono rintanati nelle proprie camere di albergo.
. Sousse, a 150 chilometri da Tunisi, è una meta turistica molto popolare sia tra i tunisini che tra gli europei. La Farnesina sta verificando la presenza di italiani. Durante il mese di digiuno del Ramadan in genere sulle spiagge ci sono in grande maggioranza turisti stranieri.

La Tunisia è alle prese con l’allarme di attacchi terroristici contro obiettivi turistici – il turismo è una delle attività economiche più importanti del Paese. Nel marzo scorso l’attacco al museo del Bardo di Tunisi in cui persero la vita 21 turisti, tra cui quattro italiani, e un poliziotto tunisino.

Il Sun: “Sventato attentato a Londra”. L’unità anti-terorisimo di Scotland Yard ha sventato un attentato terroristico contro una parata nel giorno delle forze armate a Merton, quartiere sud-occidentale di Londra. Lo sostiene il taboid ‘The Sun’ secondo il quale il piano prevedeva l’esplosione di un ordingo rudimentale ma letale formato da una pentola a pressione (la stessa bomba usato alla maratona di Boston del 15 aprile 2013) imbottita di esplosivo, chiodi e cuscinetti a sfera, da trasformare al momento della deflagrazione in proiettili letali. L’obiettivo era uccidere il numero più alto possibile di soldati e civili presenti alla parata per la ricorrenza, il 27 giugno, del giorno delle forze armate. In particolare era previsto che la bomba esplodesse il più possibile vicino all’esatto punto di Londra in cui venne decapitato il caporale Lee Rigby il 22 maggio del 2013 da due uomini di origine nigeriana.

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