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In Italia domina il “turismo sanitario”. Si spostano in quasi 800mila, soprattutto per problemi oncologici

In Italia nel 2012 oltre 770mila persone sono state ricoverate in una regione diversa, spesso per ricevere cure avanzate per i tumori che nel loro territorio non sono erogate. Lo hanno sottolineato gli esperti di Salute Donna onlus e altre undici Associazioni di pazienti oncologici presentando oggi un Documento con sei proposte operative. «Il Nord assorbe il 55,1% della mobilità attiva – hanno sottolineato gli esperti della Commissione Tecnico-scientifica che hanno preparato il documento -. Tra pazienti in uscita e in entrata, ‘leader’ la Lombardia che ha avuto 142.930 ingressi extra-regione con un saldo positivo di 76.367». Il 27,1% della mobilità attiva si distribuisce al Centro, tra tutte le Regioni, ad eccezione delle Marche: la prima è la Toscana, con un saldo positivo di 34mila pazienti. All’opposto, al Sud tutte le Regioni, tranne il Molise, hanno un saldo negativo: maglia nera per la Campania che ha visto 81.744 propri residenti curati in altre Regioni e ne ha accolti 26.028, con un saldo negativo di 55.716 pazienti, il più alto tra tutte le Regioni italiane. La disparità nell’assistenza ai pazienti oncologici che si osserva tra le Regioni, hanno sottolineato gli esperti, sta facendo registrare, negli ultimi anni una diminuzione dei tassi di mortalità standardizzati, in maniera molto più evidente al Centro-Nord rispetto al Sud. In Italia vengono diagnosticati ogni giorno oltre 1.000 nuovi casi di neoplasia a carico di organi solidi o del sangue e del tessuto emopoietico. In Italia sono circa 3.000.000 le persone che vivono con una precedente diagnosi di tumore

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