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Plasmon esternalizza, 21 dipendenti da licenziare. Scioperi a raffica e sit-in


Giornata nera per l’economia e l’occupazione pontina. Ai tagli annunciati dall’Aviointeriors si aggiungono quelli in atto alla Plasmon dove l’azienda ha deciso di appaltare tutta la logistica dello stabilimento di Latina e, conseguentemente, di licenziare 21 dei 30 lavoratori addetti al reparto. Le Rsu e le segreteria provinciali di Fai, Flai e Uila condividono appeno la forte reazione dei lavoratori dei magazzini di materie prime e prodotti finiti che da oggi hanno iniziato uno sciopero di due ore ogni fine turno. E’ previsto per lunedì 29 una manifestazione davanti ai cancelli dello stabilimento, nel corso della quale le rappresentanze sindacali terranno anche una conferenza stampa. Fai, Flai e Uila dichiarano sin da subito che sarà condivisibile il solo esodo dei lavoratori prossimi al pensionamento e volontari, evitando forzature di qualsiasi genere.

La decisione di appaltare la logistica è arrivata un po’ a sorpresa. Nel senso che lo scenario presentato dall’azienda aveva presupposti moto diversi: “L’azienda – spiegano in una nota stampa i segretari provinciali delle tre sigle sindacali Attilio Faiola, Alfredo Cocorocchio e Tonino Passereretti – avrebbe dovuto introdurre sistemi automatici di gestione dei magazzini senza ulteriori esternalizzazioni. L’ultima proposta di accordo, invece, ha reso evidente le reali intenzioni di Plasmon: appaltare definitivamente i magazzini e costringere al licenziamento i lavoratori interessati”.
I segretari di Fai, Flai e Uila, ricordano che un anno e mezzo fa lo stabilimento delle Migliara 45 è stata oggetto di una ristrutturazione e che già allora, nove lavoratori dei magazzini (un terzo dell’intero organico), furono licenziati in forza dell’accordo sindacale che prevedeva l’uscita dei soli prepensionandi e volontari.
“A distanza di pochi mesi – continuano i sindacalisti – la direzione dello stabilimento di Latina decide di ampliare ulteriormente le procedure di appalto che, come tutti sanno, sono fonti di pericolosissime derive corruttive nell’ambito non solo delle pubbliche amministrazioni ma anche del settore privato. Il sindacato non può che essere fortemente contrariato ad iniziative di questo genere, che trovano la loro ragione d’essere nello sfruttamento sistematico dei lavoratori (spesso inseriti in più o meno fantomatiche cooperative) e nell’abbassamento delle garanzie e delle tutele sul lavoro”.
“I dirigenti della Plasmon – concludono i segretari Faiola, Cocorocchio e Passeretti – dovrebbero sapere che tutti i problemi di sicurezza che hanno riguardato lo stabilimento di Latina (compresa la morte di due lavoratori) hanno coinvolto dipendenti di soggetti terzi che operavano all’interno del sito. Ancora oggi esistono forti perplessità sulle modalità con cui le ditte appaltatrici trattano i propri dipendenti, soprattutto per quanto riguarda il rispetto delle norme sugli orari di lavoro e sulla sicurezza”.
Sulle questioni di sicurezza le organizzazioni sindacali chiederanno una verifica da parte dei servizi ispettivi.

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