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Atene, bus gratuiti e spesa razionata: il primo giorno senza banche

La Grecia senza più contanti si è risvegliata stamattina in un clima di calma quasi surreale. Ad Atene splende il sole, le serrande delle banche sono abbassate come previsto (nel pomeriggio dovrebbero aprirne alcune per pagare le pensioni), tornano le file ai bancomat che stanno riaprendo ma i greci potranno ritirare un massimo di 60 euro, limite non applicato a carte emesse da istituti esteri per non danneggiare troppo il turismo. La polizia è in stato d’allerta con le ferie degli agenti bloccate per far fronte a possibili problemi di ordine pubblico. “Ma per noi è una giornata come tutte le altre” ride Konstantinos Mitriakis spostando un alfiere sulla scacchiera appoggiata sul tavolo del bar di via Mavromichali a Exarchia. Les juex son fait, come dicono ai tavoli verdi del casinò: chi ha ritirato i soldi per tempo – la grandissima maggioranza della popolazione (“io per esempio sì”, dice Konstantinos) – può guardare ai prossimi giorni senza affanni. Chi si è fatto cogliere di sorpresa – come molte delle persone più anziane che qui non hanno grande dimestichezza con i bancomat e operano solo allo sportello – dovrà fare di necessità virtù e arrangiarsi per una settimana con i contanti che ha.
Il governo Tsipras ha spedito una richiesta ai creditori per ripristinare il programma di protezione economica fino al voto di domenica, quando i greci dovranno decidere se accettare o no le condizioni dei creditori per sbloccare i finanziamenti e salvare il paese dal default. Sul fronte interno invece ha preso qualche primo provvedimento per rendere più semplice la vita quotidiana: da oggi e fino al 5 luglio, per dire, i trasporti pubblici saranno totalmente gratuiti. “Non che faccia una grande differenza – sorride Helena alla stazione del metro di Syntagma – visto che in assenza di tornelli e con un sistema di controlli molto lasco il numero di passeggeri che paga il biglietto non è poi altissimo”.

Le stazioni di benzina, dopo le code da brividi di ieri sera, sembrano oggi più tranquille. Gli esercenti attorno a Sygrou non accettano carte di credito ma per il resto il carburante è disponibile (“abbiamo scorte per mesi”, ha garantito l’Helleinc Petroleum) e non ci sono più di due o tre auto in fila. La gente, questo è certo, è da stamattina più attenta a come spende i soldi. “Di solito il lunedì mattina a quest’ora ho già incassato almeno 120 euro – dice in un buon italiano (ha studiato a Trieste) Giorgos, macellaio al mercato vecchio di Atene – Oggi siamo a 65. E come succedeva nel 2012 ho ripreso a vendere le carni meno nobili e più economiche mentre non va il filetto”.

La tensione potrebbe però tornare ad alzarsi stasera. Alle 19,30 Syriza ha convocato una manifestazione contro l’austerità e per il “no” davanti al Parlamento, la prima occasione di tastare il polso della piazza. Domani toccherà all’opposizione sfilare, stessa ora e stesso luogo, chiedendo a Tsipras di tenere il paese in Europa. L’ex premier Antonis Samaras ha già proposto al premier di fare un governo di unità nazionale. Domattina riapriranno anche i bancomat, prelievo massimo 60 euro al giorno. La settimana più lunga della Grecia è appena iniziata. E nessuno riesce ancora ad immaginarsi come andrà a finire.

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