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La premiata ditta Buffon & Gattuso per rilanciare la Carrarese?

L’accoppiata è storica: la premiata ditta Buffon & Gattuso, campioni del mondo nel 2006. E l’indiscrezione da Carrara è ghiotta: a 9 anni di distanza i due eroi di Berlino potrebbero tornare insieme in provincia, l’uno da dirigente e l’altro da allenatore, uniti da un’idea di Fabrizio Lucchesi, dg della Roma dello scudetto 2001. Se il progetto andrà in porto, sarà una sfida all’esangue calcio italiano, malato di scandali e di esterofilia e incline a considerare la Lega Pro come il campionato dei reietti e del malaffare, dove i talenti nazionali si bruciano, invece di spiccare il volo verso la serie A. La nuova Carrarese, con Buffon azionista di minoranza e Gattuso mister, intende infatti trasformarsi in laboratorio virtuoso, un’officina del talento: investire sui campioncini, formarli e lanciarli, in controtendenza con la pessima abitudine di utilizzare la terza serie come deposito di giocatori in esubero o sala d’attesa per un treno che non passerà più.

Sottesa alla creazione del modello pilota, c’è un’ulteriore sfida: riportare agli onori del calcio la Carrarese la cui ultima apparizione in serie B risale al 1948. Il lancio delle reclute migliori, individuate nelle principali Primavere e nei settori giovanili dei club italiani anche in base a ferrei requisiti di comportamento, sarà tanto più efficace quanto più accompagnata da buoni risultati sul campo. E la città stessa, piccola ma famosa all’estero grazie al marchio del marmo e alla vicinanza con la mondana Forte dei Marmi, potrebbe diventare un valore aggiunto per l’immagine del club. Che fino a qualche giorno fa, per via dei debiti, sembrava appeso a un filo. Buffon, carrarese doc e proprietario dal 2012, aveva lanciato l’allarme iscrizione. “Mi hanno lasciato solo, non posso continuare a sostenere questa situazione”. Ma il capitano della Nazionale e della Juve si è poi sobbarcato la fidejussione da 400 mila euro. E ora, con l’ingresso di tre imprenditori di livello nazionale, dovrebbe restare con una quota di minoranza per i prossimi 3 anni.

Il fulcro del progetto tecnico, tuttavia, è Gattuso. Lucchesi, già mentore di Spalletti all’Empoli e di Di Francesco al Pescara, avrebbe ideato per lui un ruolo da vero manager all’inglese, in uno staff composto anche nel settore giovanile da altri protagonisti del grande calcio, come l’ex juventino Birindelli. Reduce da tre esperienze più sfortunate che deludenti (Sion, Palermo e Ofi Creta), l’ex campione del mondo ha rifiutato in questi mesi una decina di panchine, anche importanti, tra estero e Italia. “Mancavano i presupposti per fare calcio con serietà”. Pur di trovarli, non ha paura di scendere in Lega Pro

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