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L’INTERVISTA/ Polillo: “Sabaudia a fondo senza una politica di marketing turistico

di Francesco Vitale
Il pubblico televisivo, l’opinione pubblica italiana lo hanno scoperto attraverso i talk show politici. Uno dei pochi membri del governo Monti a mettere la faccia. Simpatico, bucava lo schermo; acuto, sapeva spiegare e farsi capire. Gianfranco Polillo, economista, è uomo “di Sabaudia”, nel senso che apprezza la magia del luogo, soffre per le ingiurie e l’incuria degli uomini che la stanno mandando a fondo, aderisce al gruppo d’opinione “CambiaSabaudia” che si batte per rovesciare la situazione. Dopo otto puntate della nostra inchiesta sull’aria che si respira attorno al Lago di Paola lo abbiamo intervistato. Formula proposte sensate, semplici, chiarissime. Basterebbe prenderle in considerazione.

Senza una politica di marketing politico Sabaudia è condannata a una lenta agonia. Serve una svolta, vanno attivati e orientati flussi con obiettivi chiari e determinati: sport sul lago, visite al parco, visite ai siti archeologici. Che ne pensa?

Nella sua prima domanda è già contenuta la risposta. Sabaudia vive di un’eccessiva concentrazione del turismo nel mese di agosto e le ultime settimane di luglio. Lo sforzo da compiere è estendere il periodo in cui è possibile godere delle bellezze naturali e culturali di questa bella cittadina. Ciò può avvenire solo con un’intensa promotion che deve nutrirsi di forti iniziative. Alcune di queste devono rivolgersi al mercato interno. Quindi manifestazioni politiche e culturali. A partire dalla riapertura del cinema, che rappresenta un polo di aggregazione importante. Il tutto accompagnato da un’offerta migliore per quanto riguarda l’ospitalità. Gli alberghi sono insufficienti durante il periodo di concentrazione estiva e vuoti nei restanti mesi dell’anno. Possono, invece, essere utilizzati per convegni, mostre, manifestazioni sportive e quant’altro. Il lago va valorizzato. Occorre prevedere manifestazioni nel grande mondo del canottaggio, investendo del problema i numerosi circoli, sparsi tra Roma e Napoli, che praticano questo sport. Poi occorre pensare all’estero, per attirare turisti nei mesi più vuoti. Occorre prendere accordi con i grandi tour operator, per convogliare un turismo internazionale che si inizia a manifestarsi fin dalla primavera. In questo caso non basta affidarsi alle sole bellezze naturali. Occorre prevedere attrazioni specifiche, come potrebbero essere le manifestazioni musicali. Oppure integrare la presenza in Sabaudia con percorsi verso le altre zone caratteristiche dell’entroterra laziale.

Ma chi è in grado di sostenere un programma del genere?

Per realizzare un programma così impegnativo occorrerebbe organizzare uno specifico gruppo di lavoro, utilizzando le professionalità che già esistono in loco. Oppure approfittando del pendolarismo estivo di tanti intellettuali o professionisti che hanno scelto Sabaudia come luogo di permanenza. Al tempo stesso, pur nel rispetto dell’ambiente, è necessario aumentare l’offerta abitativa. Avrebbe un effetto calmieratore sui prezzi di vendita delle case, contribuendo ad aumentare la possibile domanda sia di immobili che dei beni connessi con una maggiore permanenza. La Giunta comunale ed il sindaco, innanzitutto, se vogliono, possono fare molto. Non tanto e non solo amministrando secondo le regole del buon padre di famiglia. Ma coinvolgendo i cittadini in progetti di più ampio respiro. Gli unici che possono garantire un ritorno adeguato. Non solo in termini economici. Ma contribuendo ad elevare lo standard complessivo. Il vero biglietto da visita di qualsiasi località turistica, che non vuole vivere per soli 30 giorni all’anno.

Coniugare rispetto per l’ambiente e sviluppo è possibile?

Il rispetto dell’ambiente, ed in questo caso dell’ecosistema, è fondamentale. Vi sono cose irripetibili, come le dune, che vanno, al tempo stesso, conservate e valorizzate. Tra questi due momenti non esiste contraddizione, ma complementarità. La distruzione dell’ambiente porta a ridurre le possibilità di sviluppo. Ma se manca la crescita economica, inevitabilmente anche l’ambiente è destinato a regredire. La conservazione implica, infatti, un costo. Che si traduce in investimento solo se garantisce un ritorno economico. Bisogna pertanto bandire gli opposti estremismi di chi vorrebbe solo rispettare una sorta di purezza prigemina e chi, invece, vorrebbe dar luogo ad interventi selvaggi a favore dell’immediato tornaconto. Trovare il giusto punto d’equilibrio tra queste due diverse, ma non necessariamente opposte, esigenze non è facile. Ma la fatica che questa ricerca comporta, il più delle volte, è ricompensata. Sse si guarda all’esperienza storica di molti altri Paesi si può osservare che questa linea ha avuto sempre successo. Sia che si sia trattato di grandi monumenti nazionali sia che si sia trattato di semplici bellezze naturali. Che per essere fruite non possono richiedere faticose corvée. E’ necessario garantire un minimo di comodità per evitare l’uso esclusivo da parte di chi alla loro mancanza può far fronte con risorse private. Sempre che Sabaudia voglia continuare ad essere l’attrattiva per un flusso consistente di turismo. Naturalmente può valere anche l’altra ipotesi: quella di un posto esclusivo. Limitato ad una élite danarosa. Ma quali sarebbero le conseguenze per l’intera cittadina e per coloro che vi lavorano?

Politica e affari, un connubio che manda a fondo Sabaudia?

Il connubio politica-affari non rischia di mandare a fondo solo Sabaudia. Ma l’intero Paese. Lo vediamo tutti i giorni: corruzione, freno agli investimenti, fuga verso altri Paesi delle iniziative produttive. Non voglio ripetere quanto dicono le statistiche italiane a proposito del dilagare della corruzione, il cui fondamento non può prescindere da quel rapporto perverso. La violenza che quelle pratiche esercitano sulle leggi del mercato, deprime ogni “voglia di fare”. Crea rassegnazione e spinge gli imprenditori a rivolgersi altrove. Ne deriva un impoverimento progressivo che purtroppo risulta evidente nei dati della situazione economica italiana. Il Governo continua a giurare che l’Italia cresce ad un ritmo superiore,a quello degli altri Paesi. Ma questo, oggettivamente, non è vero. Come mostrano le previsioni dei principali Organismi Internazionali. Del resto, se non fosse così, significherebbe che quel rapporto perverso tra politica ed affari, che genera corruzione, può continuare all’infinito. Provate a chiederlo in giro. E vedrete chi ha ragione.


BOX/ CHI E’

Gianfranco Polillo, nato a Roma il 9 gennaio 1944, è un economista e politico italiano, vice segretario del Partito Repubblicano Italiano, sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze del Governo Monti dal 2011 al 28 aprile 2013.Fra i membri del governo Monti, è uno dei più presenti sulla scena dei talk show televisivi di argomento politico.Prima di diventare sottosegretario aveva già ricoperto altri incarichi istituzionali, tra cui quello di Capo del Dipartimento per gli Affari Economici, quello di segretario di diverse commissioni parlamentari, di consigliere economico per il gruppo parlamentare del Popolo della Libertà alla Camera dei Deputati, di funzionario della Camera.Quando ricopriva l’incarico nel governo Monti, fu spesso al centro di polemiche per via di alcune sue dichiarazioni. Il 3 febbraio 2012, durante la trasmissione radiofonica La Zanzara, si augurò l’elezione dell’ex premier Silvio Berlusconi alla Presidenza della Repubblica affermando che la sua discesa in campo, nelle elezioni politiche del 1994, avrebbe salvato la democrazia italiana.Il 19 giugno 2012 propose di ridurre di una settimana la durata complessiva dei periodi di ferie, per ricavare un impatto positivo sulla crescita del Pil, da lui stimata in circa un punto percentuale,pari a circa a 14-15 miliardi di euro.

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