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Referendum Grecia, vince il ‘no’ (oltre il 60%)

Il ‘no’ al referendum in Grecia sul piano dei creditori internazionali vola oltre il 60%. E una delegazione del governo si prepara a partire per Bruxelles per rilanciare i negoziati. “La vittoria del ‘no’ è la risposta coraggiosa dei greci – ha detto il ministro greco dell’Economia Yanis Varoufakis, commentando i risultati -. I greci hanno detto un coraggioso ‘no’ a cinque anni di ipocrisia e all’austerità. Da domani l’Europa inizi a curare le nostre ferite. Tenderemo una mano per collaborare con i nostri compagni e chiameremo tutti i nostri partner, uno a uno, per trovare un luogo comune e definire un’intesa positiva per tutti”, ha detto, sottolineando che la ristrutturazione del debito “è uno degli obiettivi” del governo di Atene.

“Con questo risultato il primo ministro ha un mandato chiaro dal popolo greco”, ha detto il portavoce dell’esecutivo ellenico Gavriil Sakellaridis all’emittente Ant1, invitando i greci all’unità nazionale.

. L’esito delle urne, però, non significa che da parte degli membri dell’Eurozona manchi l’impegno a conservare l’integrità della moneta unica e quindi a recuperare la piena autonomia finanziaria della Grecia. È quanto si apprende da fonti del Tesoro. Di certo, sostiene il ministro dell’Economia Padoan, c’è bisogno di un nuovo programma di aiuti che deve tenere conto della situazione di profonda crisi del Paese e non può limitarsi alla dimensione finanziaria. Questo significa affrontare il bisogno di investimenti e le profonde riforme delle istituzioni economiche necessarie per rimettere l’economia greca sulla strada di una crescita sostenibile.

Il governo greco, da parte sua, ha assicurato che non ha intenzione di emettere una moneta parallela, ha detto il capo dei negoziatori greci Euclid Tsakalotos parlando alla Star Tv. “Non penso che ci cacceranno via” dall’Euro, “siamo pronti a incontrarli già da stasera”, ha aggiunto riferendosi ai creditori.

Gli aventi diritto erano circa dieci milioni e il referendum, ha annunciato il ministro dell’Interno, è valido, avendo superato il quorum del 40%. Per l’esattezza, l’affluenza parziale è al 55%, nonostante non si potesse votare a distanza e molti cittadini per motivi economici o per lavoro hanno avuto difficoltà a esprimere una preferenza. Il quorum necessario per la validità del voto era al 40%.

“Oggi è un giorno di festa, perché la democrazia è una festa – ha detto Alexis Tsipras dopo aver votato – perché si può ignorare la decisione di un governo, ma non la decisione di un popolo” ha affermato il premier greco. “Da domani apriamo la strada per tutti i popoli d’Europa. Oggi la democrazia batte la paura”, ha poi detto uscendo dal seggio, dove ha scherzato con gli scrutatori perché non riusciva a piegare la scheda.

Riunione d’emergenza su liquidità. Il premier greco avrebbe convocato per stasera una riunione di emergenza per fare il punto della situazione sul sistema bancario e le esigenze di liquidità per le banche greche, secondo quanto riferiscono fonti governative. Intanto c’è stato un incontro tra il ministro delle Finanze Yanis Varoufakis ed i raprpesentanti del sistema bancario greco per verificare se la chiusura delle banche, che termina domani sera, sarà prolungata e per quanti giorni. Il portavoce del governo ha confermato all’emittente Antenna tv che la Banca centrale greca ha presentato oggi alla Bce la richiesta per innalzare la liquidità di emergenza sostenendo che “non ci sono ragioni per non aumentare l’accesso all’Ela”.

Le reazioni. “Nuove negoziazioni con la Grecia sono difficilmente immaginabili”, ha detto il vicecancelliere tedesco Sigmar Gabriel, secondo il quale Tsipras ha distrutto l’ultimo
ponte verso un compromesso tra Europa e la Grecia. Ma la macchina diplomatica va avanti. In serata Tsipras ha avuto un colloquio telefonico con il presidente francese François Hollande, che domani vedrà a Parigi la cancelliera tedesca Angela Merkel per confrontarsi sugli sviluppi della situazione in Grecia dopo il risultato di oggi, mentre il premier italiano, Matteo Renzi ha convocato sempre domani mattina, alle 9.30 a Palazzo Chigi, il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan. Intanto Il G7 sta lavorando ad un comunicato che, secondo quanto riporta una fonte, non verrà diffuso prima di domani. I funzionari dell’Unione europea fanno sapere che non commenteranno il referendum finché non saranno annunciati i risultati ufficiali, mentre domani mattina si terrà una conference call della Banca centrale europea.

Se la Grecia uscisse dall’Eurozona, potrebbe causare nei prossimi anni buchi per miliardi nel bilancio del ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schaeuble. Secondo quanto appreso dal quotidiano economico tedesco Handelsblatt (edizione di domani), il governatore della Bundesbank, Jens Weidmann, ha messo in guardia nel corso di una riunione di gabinetto, mercoledì scorso, sulle conseguenze di una Grexit sugli utili della banca centrale tedesca e quindi anche sul bilancio federale. Il governo di Berlino dovrà quindi prepararsi al fatto che la Banca centrale nei prossimi anni non potrà versare a Schaeuble degli utili, come avviene di solito, ha detto Weidmann secondo fonti vicine al gabinetto. La causa addotta da Weidmann sarebbero gli alti costi di un’eventuale uscita della Grecia dall’euro. Finora il ministero della finanze contava annualmente su circa 2,5 miliardi di utili dalla Banca centrale. Non sarebbe così nel caso di una Grexit. Intanto cresce la tensione dei mercati sulla gestione del post-referendum greco, che porterà in un senso o nell’altro grandi scossoni.

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