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Nucleare Iran, Kerry: accordo possibile in settimana se Teheran farà “scelte difficili”

L’accordo tra l’Iran e le potenze mondiali del “5+1” (Usa, Gran Bretagna, Francia, Germania, Russia e Cina) sul programma nucleare di Teheran potrebbe essere raggiunto entro questa settimana, ma solo se il governo iraniano accetterà di fare “scelte difficili” e se questo non accadrà gli Stati Uniti sono pronti a lasciare il tavolo delle trattative. Lo ha dichiarato il segretario di Stato americano John Kerry, nel corso di una pausa nei negoziati in corso a Vienna, dove si è ripetutamente incontrato con il ministro degli Esteri iraniano Zarif.

Secondo Kerry ci sono stati dei “veri progressi” nelle trattative ma “molte delle questioni più difficili” rimangono ancora insolute: “Se verranno prese, rapidamente, delle decisioni difficili nei prossimi giorni, potremmo arrivare ad una accordo entro la settimana” ha spiegato.

Il segretario di Stato evidenzia però, dopo le accuse mosse al governo Obama di aver assunto un atteggiamento troppo “morbido” nei confronti di Teheran, che la posizione di Washington è chiara: “Se non ci sarà accordo e dalla nostra controparte verrà mostrata intransigenza assoluta e mancanza di volontà di fare passi avanti sugli aspetti che per noi sono importanti, il presidente Obama ha sempre detto che siamo pronti andarcene”.

Anche per i ministri europei giunti in Austria nella giornata di ieri uno degli aspetti fondamentali rimane quello della disponibilità iraniana ad “impegnarsi in maniera chiara” per risolvere le questioni ancora in sospeso, come ha ribadito il ministro degli Esteri francese Laurent Fabius.

In maniera molto critica si è espresso poi il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, da sempre fortemente contrario all’intesa, che ha definito “un cattivo accordo”, sostenendo che i colloqui sarebbero arrivati “al collasso e non ad un punto di svolta”.

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