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Arriva a Bruxelles il piano di Atene, Ue apre sul debito

Il piano del Governo greco è arrivato a Bruxelles, due ore prima della mezzanotte, scadenza fissata dall’Eurosummit. Ora parte l’analisi dell’ex Troika, che finirà sul tavolo dell’Eurogruppo di sabato. Il momento più difficile per Alexis Tsipras viene ora: recuperare la fiducia dei colleghi attraverso il suo piano. Tanto che ha intenzione di portarlo in Parlamento già domani, per farsi dare l’ok a negoziare con quelle riforme, e poi sabato ha intenzione di fargli approvare già le prime misure. Sempre se le istituzioni gli avranno dato l’ok. Tutti si aspettano delle concessioni maggiori rispetto agli ultimi negoziati, e la manovra che ha preparato, di circa 12 miliardi invece degli 8 della vecchia offerta, sembra andare in quella direzione. E anche le istituzioni europee provano ad andargli incontro: il presidente del Consiglio Ue Donald Tusk si aggiunge al Fmi e chiede ai Paesi dell’Eurozona di fare una proposta sul debito greco. Mentre nel Paese l’incertezza si fa sempre più forte, e le banche riapriranno solo martedì, Tsipras ha lavorato tutto il giorno, assieme ai suoi ministri, alla proposta inviata alle istituzioni, cioè all’ex Troika e all’Eurogruppo. L’atteggiamento del Governo è cambiato, non vuole commettere errori e quindi si lascia anche aiutare dai tecnici del Governo francese e della Commissione europea. I mediatori in questa vicenda sanno quanto sarà difficile convincere l’ala dura dell’Eurozona, Germania in testa, della bontà del piano greco e della sua volontà di rispettare le regole. Lo dimostra il piccolo giallo dell’invio del piano: quando l’Eurogruppo ha annunciato di averlo ricevuto, la Commissione ha contestato che non fosse firmato. E solo con una lettera successiva del Governo, regolarmente firmata, ne ha ‘accusato la ricezione’. Tsipras dovrà anche convincere Paesi come Estonia e Slovacchia, che spiegano fonti europee, erano pronti a chiudere la porta ad Atene già martedì scorso. Non sarà facile perché, come ricorda Pier Carlo Padoan, «la risorsa che più scarseggia oggi in Europa è la fiducia, tra cittadini e Stati e fra gli Stati stessi». Per questo, ricorda il ministro tedesco delle finanze Wolfgang Schaeuble, già martedì aveva suggerito al neo collega Euclid Tsakalotos di varare delle leggi il prima possibile, anche in settimana, per riguadagnare la considerazione del resto d’Europa. «Just do it!», ha detto al collega greco, secondo quanto lo stesso Schaeuble ha raccontato. E i greci sembrano avergli dato ascolto, visto che intendono mettersi subito al lavoro, non appena avranno luce verde dall’ex Troika. La situazione è complicata, ammettono fonti europee, perché stavolta non ci sono tempi supplementari, le misure dovranno andare subito bene a tutti: dal Fmi, che vuole riforme drastiche come l’abolizione della contrattazione collettiva, agli Stati che non vogliono fare sconti a Tsipras. E intanto, il conto per Atene sale: l’impasse degli ultimi mesi è costata molto all’economia greca, e quindi i target di bilancio dovranno necessariamente essere più elevati di quelli proposti finora. Il piano da 12 miliardi di euro prevede per ora l’abolizione delle baby pensioni, con sanzioni per scoraggiarle. C’è poi l’aumento dell’Iva su ristoranti, alberghi e alimentari. Sul fronte del fisco, sale la tassazione dei profitti delle società dal 26% al 28%, come chiedeva l’ex Troika, viene introdotto un contributo di solidarietà e resta l’odiata tassa sugli immobili. Di fronte ad uno sforzo più importante del Governo, che a Bruxelles già riconoscono, le istituzioni aprono sul debito: «Le proposte di Atene devono essere accompagnate da una proposta realistica dei creditori sulla sostenibilità del debito per creare una situazione ‘win win’», ha detto il presidente Tusk. La situazione resta comunque delicata, tanto che il Fmi invita a «un’azione politica tempestiva» per gestire il contagio, qualora le cose dovessero andare male

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