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Tragedia a Roma, bambino di quattro anni muore nell’ascensore della Metro

Un bambino di 4 anni è morto dopo essere caduto nella tromba dell’ascensore nella stazione Furio Camillo della metro A di Roma. Il piccolo era con la madre – a bordo forse anche altre persone – quando è salito in ascensore per scendere sulla banchina. L’elevatore però si è bloccato. Un addetto alla sicurezza ha provato a mettere in atto una procedura di emergenza, cercando di allineare l’ascensore bloccato a un altro per far trasbordare i passeggeri. Le porte si sono aperte all’improvviso e tra i due elevatori c’era uno spazio al centro, una sorta di intercapedine che è stata fatale per il ragazzino. E’ stato un attimo, il bimbo si è divincolato ed è precipitato per 20 metri. E’ piombato nella tromba dell’elevatore, ma quando sono arrivati i vigili del fuoco per il piccolo non c’era ormai più niente da fare. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, i vigili del fuoco e tre ambulanze del 118. La mamma e un’addetta della metro, che ha provato ad aiutare la donna, sono state trovate in stato di choc. La tragedia sembra che si sia verificata mentre erano in corso delle manutenzioni sugli ascensori.
“La dinamica è strana – dice l’assessore alla Mobilità, Guido Improta – Sicuramente c’e’ stato un errore dell’agente della stazione che ha posto in essere una procedura che non doveva, forse perchè c’erano condizioni di difficoltà e alla fine c’è stata la tragedia. L’ascensore bloccato è stato affiancato da un altro ascensore e si è cercato di fare un trasbordo delle persone attraverso una botola. Una procedura non codificata”. “Un bambino ha perso la vita cadendo nella tromba di un ascensore alla Metro Furio Camillo. Sto andando immediatamente sul posto per accertarmi di quanto successo”. Così il sindaco sul suo profilo Facebook. Marino è arrivato per incontrare la mamma del piccolo, insieme a lui anche l’assessore alla Legalità, Alfonso Sabella. Alla stazione della metro, i vertici di Atac con il presidente Roberto Grappelli, l’amministratore delegato Danilo Broggi e il direttore generale, Francesco Micheli. La Procura, intanto, ha aperto un’inchiesta. Al vaglio i filmati delle telecamere. Chiusa la stazione della metro Furio Camillo. E l’Atac in un tweet ha consigliato di utilizzare le stazioni Ponte Lungo e Colli Albani.


LA MADRE DISPERATA,’MI È SCIVOLATO VIA’

– Una tragedia tanto grande da essere difficile da accettare. Un figlio, di soli cinque anni, che muore dopo un volo nel vuoto, davanti agli occhi della madre, nella tromba dell’ascensore di una metro. «Me lo sono visto scivolare dalle mani – avrebbe detto sotto choc Francesca, la sua mamma, subito dopo la tragedia -. Perchè proprio a me?». Da una prima ricostruzione sembra sia stata questione di un attimo: il bimbo era rimasto bloccato in ascensore con la mamma ed è precipitato durante le operazioni di trasbordo. Dopo, la donna, di circa 40 anni e originaria di Latina, sarebbe rimasta incredula dentro un gabbiotto vicino all’ascensore, sotto choc: sembrava non aver realizzato la tragedia. Il momento più doloroso – riferiscono i presenti – è stato quando ha compreso che stavano portando via il corpo del figlioletto: a quel punto ha capito che era davvero finita e si è abbandonata alla disperazione. A starle vicino durante quelle interminabili ore nella stazione sono stati alcuni psicologi del Comune di Roma e anche lo stesso sindaco Ignazio Marino che si è intrattenuto a lungo nei sotterranei della metropolitana, chiusa al pubblico. In un secondo momento è arrivato anche il compagno di Francesca e padre del bambino, Giovanni: più grande d’età, pare avesse perso da poco il lavoro in una libreria. I due, che abitano nella zona vicino alla fermata di Furio Camillo (teatro dell’incidente), hanno lasciato la stazione lontano dalle telecamere dopo che il corpo del bambino è stato trasportato altrove. Il dramma ha sconvolto tutti: dal sindaco, che ha parlato di «una tragedia per tutta Roma» e ha deciso per il lutto cittadino, ai soccorritori. Anche i vigili del fuoco che si sono calati nella tromba dell’ascensore quando sono risaliti avevano gli occhi pieni di lacrime.

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