| categoria: In breve

FOCUS/ La galassia del terrore in Egitto

È variegata la galassia del terrore che dagli anni Settanta ad oggi ha seminato morte e distruzione in Egitto, con stragi ed attacchi mirati in particolare alle forze dell’ordine. A destare una certa preoccupazione sono i gruppi armati che proclamano la loro affiliazione a DAESH (l’ISIS) ed ai suoi alleati nell’area nordafricana, attivi nella Penisola del Sinai, soprattutto a ridosso del confine con la Striscia di Gaza. Lo scorso 1 luglio in una serie di attacchi contro alcuni checkpoint militari i jihadisti hanno ucciso 17 soldati, mentre un centinaio sono stati gli estremisti che hanno perso la vita. La formazione in questione è quella degli ex ANSAR BEIT AL-MAQDES, (Partigiani di Gerusalemme) che nei mesi scorsi avevano proclamato la loro adesione all’Isis cambiando la propria sigla in Provincia del Sinai. Ma per comprendere meglio le tante anime del terrorismo è necessario fare qualche passo indietro. Alcuni analisti sono convinti che dall’inizio degli anni Settanta ad oggi l’Egitto abbia conosciuto tre generazioni del terrore. La prima fase è quella che vede operare le «formazioni centrali giganti come la JAMAA ISLAMIYA», un movimento militante islamista che agì tra il ’92 e il ’97, dopo che la leadership della Fratellanza Musulmana aveva rinunciato alla violenza. Terribile il massacro al tempio di Luxor nel novembre del 1997 con 62 morti, in maggioranza turisti, messo in atto proprio dalla Jamaa Islamiya. A fondarlo furono, nelle università, studenti radicali usciti dall’associazione della Confraternita. Sempre negli stessi Settanta opera AL JIHAD. La loro azione più clamorosa è l’omicidio del presidente egiziano Sadat nel 1981. La fase successiva, proseguono gli esperti, è quella della «mondializzazione della Jihad». A titolo esemplificativo la dichiarazione nel 2006 del numero due di al Qaida, il medico egiziano Ayman al Zawahr, che affermò che Jamaa Islamiya si era unita alla rete terroristica guidata da Osama bin Laden, nella quale erano entrati a far parte un gran numero di arabi afghani che avevano combattuto l’Urss. Gli ultimi anni sono invece quelli che gli analisti definiscono la «generazione della violenza cieca», basata su «piccole e pericolosissime formazioni che utilizzano il web e la tecnologia su internet, con violenti attentati mordi e fuggi». Tra i vari gruppi che si sono inseriti nella lotta jihadista compare AJNAD MISR (i «Soldati dell’Egitto»), anche loro legati all’Isis. Dalla deposizione del presidente islamista Mohamed Morsi nel 2013 da parte dell’attuale capo di Stato ed ex-generale Abdel Fattah al Sisi, c’è stato un proliferare di attentati in particolare contro i militari. Molti segnali indicano una deriva terroristica di frange dei FRATELLI MUSULMANI, dichiarati terroristi a fine 2013, ai quali fonti di stampa hanno attributo la creazione di una vera e propria milizia bene armata e ben addestrata. I Fratelli musulmani, fondati nel 1928 da Hassan al Banna in Egitto, furono il primo movimento che teorizzò l’uso della lotta armata, soprattutto nel periodo nasseriano, quando nel 1965 uno dei loro massimi esponenti ed ideologi, Sayd Qutb, fu impiccato dalle autorità dopo un tentativo di attentato contro Nasser

Ti potrebbero interessare anche:

Federcuochi, al via nel Lazio la VI edizione del concorso "Territorio in cucina
Lombardia, affitti agevolati per donne vittime di violenza
Nicola Netti nuovo Presidente dei Gelatieri Italiani, Claudio Pica Segretario Generale
Prostituzione e droga nel torinese, controllavano ragazze con una app
Frosinone, emergenza sanitaria: anche a Serrone un'area di atterraggio per l'elisoccorso dell'Ares 1...
Olimpiadi, a Parigi i Giochi del 2024 A Los Angeles quelli del 2028



wordpress stat